Petruolo Giuseppe

Nella  Biblioteca  delle  nostre  Scuole  Elementari vi è un volume  così  intitolato: Trattato delle malattie solite ad attaccare gli abitanti di Marcianise — Opera del Signor D. Giuseppe Petruolo, Professore di Medicina.  Esso fu pubblicato, come emerge dalla prima pagina, il 1801 dalla stamperia di Vincenzo Manfredi di Napoli.
Si  rileva  prima  di  ogni  altro  da  questo  trattato,  che il Petruolo era un  Professore  di  Medicina,  e visse a Marcianise nella fine del 1700 e nel principio del 1800.
Egli nel contesto di 212 facciate,  si propone di costatare e mettere  in  rilievo  le  cause determinanti delle malattie più frequenti  in  rapporto  ai  luoghi,  ed  al  sistema  di  vita  dei  nostri lavoratori, massime della terra; ed in omaggio alla sua profonda cultura  ed  esperienza,  dà provvidi consigli per prevenire i mali, e per la difesa della nostra salute.
L’opera,  oltre  che  il  pregio  scientifico  di  gran  rilievo,  mostra  il  grande  amore  che  aveva  questo  dotto  per  il suo paese nativo,  sentimento  che  altamente  lo  onora,  e  che impone a noi una venerazione imperitura.
Nelle  cause  determinanti,  mette in evidenza le seguenti: le acque  dei  pozzi  sono torbide e pesanti, perché sorgono a poca profondità  dalla  superficie;  buona  parte  dell’anno,  nei  nostri cortili  si  veggono  infradiciare i cumuli di letame; a poca distanza da  Marcianise  vi  sono  varii  laghi  per  la  macerazione della canape,  e  da  Luglio  a  Settembre le acque in essi contenute, per vengono  all’ultimo  grado di putrefazione, e sono oltremodo puzzolenti.
A  questi inconvenienti,  si aggiungono quelli inerenti la vita  degli  abitanti,  in particolare  dei  contadini;  l’umido  freddo al  quale  si  espongono  nell’andare  la  mattina  nelle  prime  ore al  lavoro;  i  piedi sono a mezza gamba, per l’intero corso della giornata,  a  contatto  con  la  umida terra,  il riscaldamento che segue  alla  fatica, e represso da improvvisi freddi e subitanee piogge;  i  cibi  pravi  e  di  cruda  digestione;  i  varii  animali  che  ricettano in povere stalle,  prossime  alle  loro  abitazioni;  nei mesi di  estate,  ora  sono  esposti  lingamente  e  forzatamente  al  sole, ora tuffati in quelle putride acque dei laghi.
Ritengo inutile far cenno ai consigli che dà, perché essi sono ampiamente  trattati  con  criteri  scientifici, impari alle mie forze, e  perché  mi  dilungherei  molto.
Del resto per buona fortuna, alcuni inconvenienti, col decorso del tempo fin’oggi sono stati ovviati, come quello dell’acqua  (con la provvida venuta dell’acqua del serino), alcuni altri si sono fortunatamente attenuati (come l’igiene  dei  nostri  cortili  ed  il  tenore  di  vita dei nostri concittadini).
C’è  da  augurarsi che lo sforzo costante, ammirevole sempre, delle nestre autorità, raggiunga in in materia di igiene quei risultati,  a  cui  si  orienta il Petruolo,  e che sono la meta agognata di  ogni  figlio  cosciente  di  questa nostra laboriosa e ricca Città.
Il  pregio  della  pubblicazione  del  Petruolo, traspare sopratutto  dalla  lettera  che  gli  inviò il celebre Prof. Domenico Cotugno,  a  cui  egli  ebbe  a  dedicare  il  suo  lavoro,  riportato  a  pag. 213 del succennato volume, e che qui appresso trascrivo.

Caserta, 11 Giugno 1802 per Marcianise.

Signore D. Giuseppe Stimatissimo

Nel  libro  sulle  Malattie  più  frequenti  in  Marcianise,  sua patria, che  V. S.  ha  scritto  e  pubblicato, ed ha avuto la cortesia di  dirigermi,  ho  scorto, che il fine, che lo ha mosso a tessere e render  comune  quel  suo  lavoro,  deggia  essere riputato onestissimo.
Ha  voluto  beneficiare  i  suoi,  e  questo  è  il  primo degli umani  doveri.
E’  disgrazia,  che  un  paese  tanto  fetrile e popolato,  ed abbondante di uomini attivi e di talento,  abbia nella sua località  quei  svantaggi,  che  V. S.  ci  ha  rilevati.
Ma  è  pur  per esso una fortuna, che abbia nel suo seno uomini capaci di conoscerli,  e  di  proporre  utili  espedienti  per  emendarli,  almeno  in parte.
Abbenché in questo merito di beneficenza ha voluto avere una  picciola  parte  la  provvida  Natura,  cingendolo  dappertutto di  una  copiosa,  e  vigorissima vegetazione, emendatrice potente dei  grandi  guasti,  che  l’aria  subisce.
L’attività e lo spirito agricolo  dei  suoi  abitanti, mentre la sostiene e la promuove, concorre  senza  forse  accorgersene  a  tanto  bene.
E se malgrado ciò i mali  pur  vengono,  come  dapertutto,  certamente  a  quelli  della sua  patria,  ha  V. S.  proposti  validi  e  classici  ripari,  tratti  dai puri  fonti  delle  autorità  d’uomini  approvatissimi,  e  più  della vera maestra, qual’è la esperienza.
Mi congratulo seco dello zelo, col quale ha tanto utilmente impiegato  i  suoi  talenti,  e  prego  Iddio, che dovrebbero pure imitarvi,  ciascuno  nel  paese  di  sua  pertinenza;  e  non scusarsi col pretesto  di  languire  nei  piccoli  paesi;  come  se  non  avessero lungi  dal  tumulto  delle  Capitali,  più  comodo  d’istruirsi  e  rendersi  utili.  Il  primo  fondo della sapienza è nella nostra energia, che mai non ci lascia quando nol vogliamo.
Sono  pieno  di  stima. — Di V. S. Ill.ma — Devotissimo ed obbligatissimo Servo — Domenico Cotugno.
Scrisse  anche  il  Petruolo  una Dissertazione sulla maniera di  vivere  in  Marcianise  in  lodevole  salute, ed un Saggio di osservazioni  sulla  malattia  colerica,  pubblicati  in  Napoli  nel 1837. Il Petruolo morì di oltre 80 anni, nel 1849.

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