Ludovico de Majo da Marcianise un pittore del ‘700 napoletano di Donato Musone

Il Percorso Storico delle Ricerche

Spesso le ricerche ci riservano delle inattese sorprese. Dopo aver appreso dal “Catasto  Onciario della Terra di Marcianise, 1754” che Ludovico de Majo era nato a Marcianise  ed era il fratello maggiore di Paolo, nell’approfondire le indagini sul pittore, ho scoperto  l’esistenza di due tele di Ludovico nella chiesa dell’Annunziata, documentate nella  Platea dell’A.G.P. del 1722, oggi purtroppo andate smarrite.  Le prime notizie sulla vita di Ludovico mi hanno indotto a conoscere la sua opera, più  in generale l’arte del ‘700 napoletano, e a consultare alcune significative pubblicazioni  sul nostro pittore, tra cui quella del prof. Camillo Gasbarri da Chieti e quella del prof.  Salvatore Brugnano (quest’ultimo ha scritto invece sul fratello Paolo).  

Dopo aver reperito molti documenti e materiale illustrativo, per un più ampio e  specifico contributo sulla conoscenza della pittura di Ludovico de Majo, ho ritenuto  opportuno coinvolgere nei miei studi l’arch. Salvatore Costanzo, storico e critico d’arte,  che ha affrontato, per la prima volta, la ricostruzione dell’intero percorso artistico  di Ludovico, alla luce dell’influenza della scuola del Solimena, offrendo, tra altro,  un’ampia dimostrazione della “dipendenza” del pittore dal fratello Paolo.  Ma, tornando alle ricerche, voglio ancora precisare che, per me, Ludovico de Majo ha  rappresentato una sorta di “leva”, che mi ha spinto a pubblicare oggi alcuni argomenti  inediti della storia settecentesca della nostra Città. Notizie che andranno ad integrare  il patrimonio culturale di Marcianise e ad arricchire la filiera di informazioni storiche,  lungo il cammino delle conoscenze, legate soprattutto ad alcuni aspetti del nostro antico territorio.

Nel corso delle ricerche nel campo letterario, con mia somma sorpresa, ho trovato un manoscritto di un’Opera Sacra, dal titolo“L’Umanità in trionfo” del 1722, recitata  durante il periodo natalizio a Marcianise da una compagnia composta interamente  da personaggi locali, mentre nel campo storico sono emersi alcuni fatti inediti  sugli avvenimenti accaduti a Marcianise durante il breve periodo della “Repubblica  Napoletana” del 1799.  A queste informazioni, hanno fatto seguito alcune preziose notizie desunte dai tre  Catasti Onciari (Ayrola del 1743, Loriano del 1743 e di Marcianise del 1754) circa i  Gruppi di Famiglie per Casato che presentarono le <<Rivele>>, le quali offrono un quadro complessivo inaspettato della popolazione marcianisana attiva nella metà del  ‘700, soprattutto per quanto concerne mestieri, abitanti, stato immobiliare, professioni,  artigiani, negozi, ecclesiastici, scolari, universitari, uomini notevoli, abilitati a svolgere  le professioni di avvocato, medici, fisici e speziali.  Tengo a sottolineare che un contributo decisivo per il reperimento di una parte del  materiale illustrativo sui dipinti di Ludovico de Majo, mi è stato gentilmente fornito  dalla studentessa universitaria Simona Giancristofaro da Lanciano, che ha curato  personalmente le riprese fotografiche in alcune chiese dell’Abruzzo: ad essa va il mio  più cordiale ringraziamento.  Ringrazio inoltre l’ins. Rosa Anna Russo, responsabile della Biblioteca Comunale di  Tursi, che ha reperito attraverso il sig. Rocco Campese, fotografo amatoriale di Policoro,  la rara immagine del dipinto di Ludovico de Majo raffigurante il “Martirio di S.Matteo”,  opera andata distrutta da un incendio nel 1988.

Cenni biografici

Ludovico, Nicola, Onofrio nasce nella Terra di Marcianisi il 12 ottobre 1695 da Giovanni Pietro de Majo e da Ovidia de Izzo e  il giorno dopo viene battezzato nella Parrocchia di S. Michele Arc. di Marcianise  dal canonico Giacomo Gaglione: « Anno  Domini 1695 die 13 ottobre, Ego Don Petrus Jacobus Gaglione Canonicus Curatus  in Collegiata, ac Parochiali erit S. Michele  Arcangelí Terra Marthenisij Capuae Diocesis, batizavit infantem die praecedenti ex Joanne Petro de Majo, et Ovidia de  Izzo coniugibus huius natus Parrochiae  cui impositum est nomen Ludovico, Nicolaus, Onofrius, madrina fuít Veneranda  Miccione». (vedi. Registri degli Atti battesimali della Parrocchia di San Michele  Arcangelo, Marcianise. Libro V) .  Nel 2004, mentre consultavo il “Catasto  Onciario di Marcianise del 1754”, dalla  “Rivela” ovvero “Dichiarazione della famiglia de (i) Majo”, appresi la notizia che  il pittore Paolo de Majo aveva un fratello  maggiore di nome Ludovico, anch’egli di  professione Pittore. Dopo tale scoperta,  ho ritenuto opportuno informare il mondo dell’Arte, della Scuola, nonché la città di Marcianise e gli ambienti dove il Nostro  ha maggiormente operato e ho iniziato,  quindi a svolgere delle ricerche finalizzate sulla figura di Ludovico, raggiungendo  i seguenti risultati: l’artista era “solimenesco”, chiamato “napoletano”; per le sue  affinità pittoriche venne definito un “parente” di Paolo de Majo. Alcuni storici, di  ambito abruzzese, affermano che le sue  tele sono di un certo interesse; fu uno dei  primi allievi di Francesco Solimena, iniziò  a realizzare quadri in varie località del Regno, per committenze private e religiose,  durante il periodo della sacra presentazione dei sentimenti religiosi attraverso la  pittura . Se il pittore Ludovico de Majo ha avuto la fortuna di destare notevole interesse artistico, lo si deve principalmente  al prof. Francesco Verlengia che nel 1961, sul Giornale “Amico del Popolo”, iniziò a citare le sue opere presenti nella Chiesa delle Crocelle (o Crociferi) della città di  Chieti, affermando che i suoi quadri “non  sono privi di pregi artistici e furono dipinti intorno alla metà del secolo XVIII da  Ludovico de Majo, un pittore napoletano  seguace del Solimena che ne’ suoi tempi  dovè fermarsi lungamente nell’Abruzzo chietino, oltre a Chieti anche a Francavilla, a Ripateatina, e altrove”. Successivamente un altro studioso, il prof. Camillo  Gasbarri, attraverso la compilazione di  schede dedicate alle chiese e ai palazzi di  Chieti, ha fornito validissimi contributi  culturali per studiosi e critici d’arte sulla  conoscenza del patrimonio storico-artistico della regione abruzzese, catalogando anche le opere di Ludovico de Majo,  insieme ad altri pittori napoletani attivi  a Chieti. Il Gasbarri scrive che “…Il de Majo è un pittore poco conosciuto e non ne fa cenno nemmeno il Thiem-Becher,  solo l’enciclopedia Bolaffi lo cita come autore di un quadro in una chiesa di Napoli, mentre il nostro Francesco Verlengia ne parla specificatamente in un articolo del  1961… ”. Il Verlengia e il Gasbarri hanno  il merito di aver contribuito, gradualmente, a fare uscire dall’oblio il nome di Ludovico e la sua pittura, così come anche Rossella Villani, in una sua pubblicazione, ci  informa della presenza di Ludovico in Basilicata dove opera insieme a Teodoro Donato, altro seguace del Solimena. Dopo  aver raccolto queste notizie, mi sono chiesto come mai gli storici di Marcianise non hanno mai parlato di Ludovico: forse per i continui trasferimenti del pittore, non pervenne nel luogo nativo l’eco delle sue  produzioni, come invece avvenne per suo  fratello Paolo. Tale riflessione mi ha  convinto che, nella città di Marcianise,  comunque doveva esistere qualche traccia pittorica di Ludovico. In questi anni ho  continuato a setacciare libri e documenti  e avuto il piacere di apprendere che, nella monumentale chiesa della SS. Annunziata di Marcianise, esisteva un quadro della SS. Trinità e uno di S. Antonio Abate  dipinti da Ludovico de Majo nel 1720(8).  Queste nuove conoscenze, mi hanno portato ancora a chiedermi: chissà quante altre tele di Ludovico sono andate distrutte,  o disperse, o attribuite ad altri pittori per  mancanza della firma, o forse attribuite al  fratello Paolo?. A tal riguardo, occorrebbe che oggi le Autorità sostenessero maggiormente gli studiosi per favorire ulteriori indagini sui numerosi aspetti dell’opera del Nostro pittore. Questi brevi cenni biografici sull’artista ci permettono di conoscere, a distanza di oltre due secoli, un più vasto panorama della sua produzione, ma il dato fondamentale è che finalmente Ludovico de Majo ha oggi una “sua patria”, al di là dell’atteggiamento della critica nei suoi confronti. Sappiano con certezza che l’artista è stato attivo in Campania, Abruzzo e Basilicata, diffondendo i caratteri della scuola napoletana del Solimena.

 Cfr. volume nr,4 della Collana Risvegli Culturali pp. 9, 13 e 14.  D. Musone e S. Costanzo Ludovico de Majo da Marcianise un pittore minore  del ‘700 napoletano. Edizione 2009 – Isbn 9788890540219

1 Commenti

  • by Son
    Posted 17 Marzo 2021 00:24 0Likes

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