Ludovico de Majo da Marcianise un pittore minore del ‘700 napoletano

Autore: Donato Musone-Salvatore Costanzo
Titolo: Ludovico de Majo da Marcianise un pittore minore del ‘700 napoletano
Descrizione: Volume in 8°; 120 pagine
Editore:  Collana Risvegli Culturali – Donato Musone, 2009
ISBN: 9788890540219

Ludovico de Majo da Marcianise, pittore minore del ‘700 napoletanoLudovico, Nicola, Onofrio nasce nella Terra di Marcianisi il 12 ottobre 1695 da Giovanni Pietro de Majo e da Ovidia de Izzo e il giorno dopo viene battezzato nella Parrocchia di S. Michele Arc. di Marcianise dal canonico Giacomo Gaglione: « Anno Domini 1695 die 13 ottobre, Ego Don Petrus Jacobus Gaglione Canonicus Curatus in Collegiata, ac Parochiali erit S. Michele Arcangelí Terra Marthenisij Capuae Diocesis, batizavit infantem die praecedenti ex Joanne Petro de Majo, et Ovidia de Izzo coniugibus huius natus Parrochiae cui impositum est nomen Ludovico, Nicolaus, Onofrius, madrina fuít Veneranda Miccione».  (vedi. Registri degli Atti battesimali della Parrocchia di San Michele Arcangelo, Marcianise. Libro V(1). Nel 2004, mentre consultavo il “Catasto Onciario di Marcianise del 1754”, dalla “Rivela” ovvero “Dichiarazione della famiglia de (i) Majo”, appresi la notizia che il pittore Paolo de Majo aveva un fratello maggiore di nome Ludovico, anch’egli di professione Pittore. Dopo tale scoperta, ho ritenuto opportuno informare il mondo dell’Arte, della Scuola, nonché la città di Marcianise e gli ambienti dove il Nostro ha maggiormente operato e ho iniziato, quindi a svolgere delle ricerche finalizzate sulla figura di Ludovico, raggiungendo i seguenti risultati: l’artista era “solimenesco”, chiamato “napoletano”; per le sue affinità pittoriche venne definito un “parente” di Paolo de Majo. Alcuni storici, di ambito abruzzese, affermano che le sue tele sono di un certo interesse; fu uno dei primi allievi di Francesco Solimena, iniziò a realizzare quadri in varie località del Regno, per committenze private e religiose, durante il periodo della sacra presentazione dei sentimenti religiosi attraverso la pittura(3). Se il pittore Ludovico de Majo ha avuto la fortuna di destare notevole interesse artistico, lo si deve principalmente al prof. Francesco Verlengia che nel 1961,sul Giornale “Amico del Popolo”, iniziò a citare le sue opere presenti nella Chiesa delle Crocelle (o Crociferi) della città di Chieti, affermando che i suoi quadri “non sono privi di pregi artistici e furono dipinti intorno alla metà del secolo XVIII da Ludovico de Majo, un pittore napoletano seguace del Solimena che ne’ suoi tempi dovè fermarsi lungamente nell’Abruzzo chietino, oltre a Chieti anche a Francavilla, a Ripateatina, e altrove”(4). Successivamente un altro studioso, il prof. Camillo Gasbarri(5), attraverso la compilazione di schede dedicate alle chiese e ai palazzi di Chieti, ha fornito validissimi contributiculturali per studiosi e critici d’arte sulla conoscenza del patrimonio storico-artistico della regione abruzzese, catalogando anche le opere di Ludovico de Majo, insieme ad altri pittori napoletani attivi a Chieti. Il Gasbarri scrive che “…Il de Majo è un pittore poco conosciuto e non ne fa cenno nemmeno il Thiem-Becher, solo l’enciclopedia Bolaffi lo cita come autore di un quadro in una chiesa di Napoli, mentre il nostro Francesco Verlengia ne parla specificatamente in un articolo del 1961… ”.

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