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FRANCESCO PICCOLO : COMMENTO AL TESTO “STORIA CIVILE DI MARCIANISE” DI DONATO MUSONE

Molti sono stati gli autori che finora hanno scritto opere pregevoli su Marcianise, non tutte, però, confortate da severe ricerche ma si è trattato nella maggior parte dei casi di monografie o dissertazioni mirate su determinati argomenti.

Nessuno, infatti, fino a oggi aveva mai pensato di scrivere una vera storia civile di Marcianise, forse perché mancavano nella nostra storia locale fatti di grande portata che hanno avuto influenza ed eco sulla storia nazionale o forse perché la nostra città non ha avuto tra i suoi concittadini uomini di grande valore politico, che si siano affermati in campo nazionale, tranne dovute eccezioni.

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DONATO MUSONE: UN OMAGGIO STORICO CULTURALE A GIUSEPPE CAPOBIANCO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE DEL 25 APRILE. I MARTIRI DIMENTICATI DI MARCIANISE DEL 1943

Giuseppe Capobianco

Questa iniziativa culturale nasce quando Raffaela Cecere mi segnalò l’esistenza di una pubblicazione di Giuseppe Capobianco, in cui era citato il nome di suo nonno Vito Cecere, trucidato dai Tedeschi. Successivamente mi recai da Giovanni, figlio dell’autore che mi fornì   la copia del volume dal titolo: “La Giustizia Negata, L’occupazione nazista in Terra di Lavoro dopo l’8 settembre 1943” di Giuseppe  Capobianco.  Nel leggere attentamente il volumetto, ho trovato importantissime notizie che riguardano  la storia civile della  città di Marcianise, colmando così dei vuoti  di rilevanza storica. In quanto l’autore ci informa che il 5  ottobre 1943, all’indomani della liberazione di Marcianise  <<…alcune migliaia di persone, in parte armate di fucili e pistole,-  scriveva il Tenente dei Carabinieri Antonio Naddeo –   nonché di bombe a mano tedesche, si sono riversate nelle arterie cittadine principali e sulla piazza Municipio esplodendo colpi di arma da fuoco in aria.

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ALL’ORIGINE DELLO SVILUPPO INDUSTRIALE DI MARCIANISE di Salvatore Delli Paoli

Il comparto industriale è quello che ha maggiormente inciso sulle trasformazioni economiche e sociali di Marcianise nell’arco degli ultimi cinquanta anni e non solo perché l’industria ha portato nuova occupazione, ma anche perché questo processo economico ha operato a livello di trasformazione di mentalità e di costume, oltre che esercitare un’influenza non secondaria sui ritmi di evoluzione generale della società marcianisana, che attraverso l’insediamento delle fabbriche, è entrata più decisamente nel circuito delle occasioni di sviluppo produttivo di area regionale o addirittura nazionale.

L’industria in pratica ha messo in moto un dinamismo interno alla società marcianisana fino a qual momento sostanzialmente statica, portandola verso processi di trasformazione, che nella sostanza hanno modificato i tradizionali parametri di riferimento fino a quel momento consolidati da una lunghissima plurisecolare tradizione.

Quello che, però, su di un piano sociologico, appare più significativo non è solo l’entità ragguardevole del fenomeno, quanto il fatto che esso si realizzi nel giro di pochi decenni con contraccolpi notevoli e di diversa natura (non tutti positivi) anche sugli altri settori, come pure sul tessuto comunitario cittadino.

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Franco Agrippa: Le città di Assisi e Marcianise unite dall’Ordine dei Francescani e da Raffaele Tartaglione

Se la storia della venuta dei Frati a Marcianise nel 1614 è in qualche modo nota, quella del medico Raffaele Tartaglione è sconosciuta ai più. Nato a Marcianise nel 1849 da Nicola e Angela Iuliano, fu per sei anni (1869 – 1875) medico condotto ad Assisi, per poi ritornare nella sua città natale come medico comunale e poi in servizio presso l’ospedale locale. A rinverdire la figura di Tartaglione è stato Donato Musone, responsabile dell’associazione «Risvegli Culturali» dopo aver ritrovato un opuscolo edito in occasione del trigesimo della morte del medico marcianisano (1907). Oltre il necrologio dell’allora direttore dell’ospedale, Michele Lener, nel libretto sono riportati gli articoli di giornale dell’epoca e le testimonianze di alcuni uomini illustri che lo avevano conosciuto, tra i quali due sindaci di Assisi, De Sevo e Fiumi. Musone, allora, dopo aver recuperato il documento e deciso a sua volta di voler pubblicarne la ristampa anastatica, in occasione di un suo pellegrinaggio ad Assisi con un gruppo di laici Amici di San Francesco e Chiara d’Assisi ha consegnato una copia del libretto al sindaco, Claudio Ricci, ed all’assessore alla cultura, Serena Morosi, i quali hanno apprezzato l’opera che ha fatto conoscere loro uno spaccato antico della loro città.

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