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Salvatore Delli Paoli: La celebrazione “NORD E SUD UNITI DALLA RESISTENZA” Milano e Marcianise nel segno del generale Malgeri, un eroe italiano: il messaggio di Pisapia

Vive nel ricordo di Alfredo Malgeri, l’indimenticato comandante della Guardia di Finanza che nella storica fotografia (pubblicata qui di fianco) si vede alla testa dei suoi uomini nella Milano del 25 aprile 1945, appena liberata dal giogo tedesco e dalla dittatura fascista, il rinnovato binomio Nord-Sud che pure, negli anni, ha subito non pochi attacchi della nostra storiografia. Un uomo del profondo Mezzogiorno che non ha esitato, nel cuore di una Milano ferita dal conflitto e di un Paese lacerato moralmente e materialmente, ad aprire una pagina di luce e speranza dopo i giorni bui della dittatura e della guerra. Come ebbe modo di scrivere Vittorio Foa, il 25 aprile fu “un’ondata irresistibile in tutto il Paese” e rappresentò “il momento dell’unità, il Sud e il Nord si ritrovarono uniti dopo storie tanto diverse. Era importante, non era distratto patriottismo, era un’esperienza reale”.

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Per non dimenticare Padre Silvano Simoncini o.f.m. – un AMICO SANTO per tutti – a cura di Giovanna Nobile e Donato Musone.

 Eri un grande uomo e io già lo sapevo.

 Avevo circa sedici anni e vivevo a Roma nel quartiere Esquilino. La mia Parrocchia era la Chiesa dei SS. Marcellino e Pietro, situata lungo Via Merulana, strada che collega la Basilica di San Giovanni a quella di Santa Maria Maggiore e facevo parte del gruppo “Vedette” dell’Azione Cattolica.

Per caso, una mia carissima amica, mi fece conoscere un’anziana signora, volontaria presso la Basilica di S. Antonio, situata proprio di fronte la mia Parrocchia, a favore di una missione in Africa. Carica di entusiasmo cominciai a frequentare dei giovani che erano coinvolti in questo progetto. Il Rettore di questa Chiesa era allora Padre Silvano Simoncini, francescano dell’Ordine dei Frati Minori, persona che mi ha sempre supportato, durante le mie prime difficoltà ad affrontare il mondo e dato consigli utili per la mia crescita interiore.Padre Silvano, un bel giorno, convoca tutti noi ragazzi nella sua segreteria e ci dice: “Perché non creiamo, con le nostre forze, un ente no-profit che aiuti realmente il prossimo?”

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Donato Musone – Marcianise ricorda con i suoi “Eroi” il 25 Aprile Festa della Liberazione.

 

La celebrazione del 25 aprile ricorda il momento culminante della Resistenza, che ha portato alla nascita della Repubblica Italiana. Anche Marcianise vanta, con fierezza, la partecipazione alla Resistenza attraverso il sacrificio di tanti marcianisani militari (Carabinieri, Aeronautica, Esercito e Marina) e civili. Particolare pensiero è rivolto a quei nostri concittadini che con amor patrio ed eroismo parteciparono alla “guerra di liberazione”- Si ricorda a tal fine: Forte Salvatore, fu Francesco e Francesca Ferraro, nato il 18.12.1918 a Marcianise, che nel 1943 è domiciliato a Minerbio (BO), il quale militò nel Battaglione Oriente della 4^ Brigata Venturoli Garibaldi, riconosciuto partigiano della guerra di liberazione con il grado di Maresciallo; nonché il giovane Italo Grimaldi, martire della resistenza nato a Marcianise il 1.4.1926 e deceduto al fronte di Piano d’Albero(FI) il 20.6.1944; i fratelli Onorato, di cui ricordiamo la recente scomparsa del prof. Luigi, che fu deportato insieme a suo fratello Giovanni in campo di sterminio, il quale Giovanni si offrì alla fucilazione dei nazisti al posto del fratello Luigi.

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La Repubblica napoletana del 1799: società, ideali, istituzioni. Relazione tenuta al cenacolo culturale di Marcianise il 4 aprile 2014. Prof. Tommaso Zarrillo

 

L’esperienza repubblicana del 1799 a Napoli e nel Meridione  è stata variamente interpretata. La storiografia di stampo nazionalistico l’ha fortemente ridimensionata con giudizi come quello di Oriani, che addirittura identifica la Repubblica del ‘99 con” un melodramma…. recitato da una compagnia di poeti e scienziati”. 

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Nicola Terracciano: DIFESA DEL RISORGIMENTO, EVENTO ITALIANO, EUROPEO, MONDIALE.

 

Il grande Risorgimento italiano, evento fondamentale dal punto di vista politico, civile, culturale, economico della millenaria storia d’Italia, fondante della sua modernità e del suo rilievo nella storia mondiale tra fine Ottocento e Novecento, riconosciuto ed apprezzato in tutti i paesi del mondo (il Risorgimento è studiato in tantissime università straniere e si indaga ad es. l’influsso di Mazzini su Gandhi e sui risorgimenti nazionali e Garibaldi è onorato dappertutto) è figlio sia del Settecento riformatore, sia degli influssi culturali europei, sia delle rivoluzione americana e francese, sia dell’età napoleonica.  Non è affatto un evento solo interno, nè è riconducibile al mito dell’espansionismo sabaudo.  Esso si appoggiò sulla millenaria idea e realtà nazionale italiana, segnalata dalla lingua, dalla religione, dalla tradizione letteraria, artistica, musicale, da tradizioni e costumi sovralocalistici, sulle grandi conquiste dell’età comunale, dell’Umanesimo e del Rinascimento.

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Francesco PICCOLO (1) : I Vescovi NATALE e DE FELICE tra Giacobinismo e Conservazione. (Relazione tenuta a Marcianise il 7 Marzo 2014 all’interno dell’iniziativa del locale Cenacolo Artistico – Letterario: Dalla rivoluzione a Napoli del 1799 alla nascita del nuovo Stato)

  L’esperienza della Repubblica Partenopea fu molto breve, dal gennaio a giugno del 1799 : iniziata dopo la fuga di Ferdinando IV in Sicilia, rovino’, dopo appena cinque mesi dalla sua costituzione travolta dall’Esercito della Santa Fede, guidato, per conto dei Borboni, dal Cardinale F. Ruffo. Basto’ la scomparsa dei francesi, richiamati al Nord dall’arrivo degli austro-russi , perche’ tutto crollasse. Cio’ significa che la Repubblica, pur sostenuta dal fior fiore della borghesia e dell’aristocrazia illuminata, era intrinsecamente debolissima. E Vincenzo Cuoco nel suo “Saggio Storico sulla rivoluzione napoletana” con spregiudicatezza indico’ le ragioni di questo rapido crollo nel distacco tra i patrioti e le masse contadine e cittadine della stessa Napoli (i Lazzaroni). Tale distacco nasceva dall’ “astrattezza” delle idee e dall’estremismo dei Giacobini, che erano scollegati da un popolo completamente impreparato e colto di sorpresa  e che avevano voluto imporre nel Mezzogiorno d’Italia leggi e programmi generati in un’altra terra e in un diverso contesto storico.

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La Congregazione di Carità di Marcianise fino al 1937.

 

Nicola de Paulis , Avvocato), (1890-1971), Cultore di Storia Patria, ci informa (1) che  “La Nostra Congregazione di Carita’ è oggi una delle più ricche d’Italia, col suo patrimonio valutato oltre 700.000.000 di lire, in contanti, territori e costruzioni edilizie.

Originariamente  questa  Pia  Istituzione  si  limitava  ad  amministrare  il  patrimonio  della  Casa Santa dell’Annunziata, sorta nel  X  Secolo,  epoca  in  cui  fu  costruita  la  prima Chiesa dedicata  alla  SS.  Annunziata;  alla Congregazione erano preposti 5 Governatori laici, ed alla Chiesa 24 Cappellani.

Nel  XIII  Secolo  la  prima  Chiesa fu sostituita da altra più ampia,  con  annesso  Ospedale;  da  quell’epoca  l’Opera  Pia  cominciò  a  denominarsi  anche  «Casa  Santa  ed  Ospedale» per lo sviluppo  che   già   aveva   assunta   la   beneficenza  ospedaliera, la  quale,  insieme  al  culto  della  Chiesa, costituiva la principale finalità dell’Ente.

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