Donato Musone, Storia Civile di Marcianise: La Repubblica Napoletana 1799

 

I MOTI RIVOLUZIONARI DEL 1799 IN TERRA DI LAVORO – I MARTIRI DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA DEL 1799 DI TERRA DI LAVORO- COSA AVVENNE A MARCIANISE NEL 1799? – L’ALBERO DELLA LIBERTÀ PIANTATO A MARCIANISE – DOCUMENTI RELATIVI ALLA REPUBBLICA NAPOLETANA A MARCIANISE: Informative spedite alla Regia Camera di Santa Chiara da parte del Primicerio Marc’Antonio Sabalone,  del Padre Guardiano Frà Crescenzo di San Francesco del Convento di Marcianise e quello del Capo Urbano Donato Santoro e documenti che riguardano il  Sacerdote Matteo de Franciscis di Stefano.

 

 La Rivoluzione Francese diffuse gli ideali rivoluzionari in tutti gli Stati d’Europa e permise, indirettamente, la nascita dell’idea di nazione. La Repubblica Napoletana del 1799 ebbe una breve esistenza e fu teatro di tumulti e saccheggi, guerriglie tra realisti e repubblicani, misfatti di briganti e di lazzari nelle campagne e nelle città. Lo stesso Direttorio Napoletano era formato da teorici che legiferavano sul modello del Direttorio francese, quasi che il popolo napoletano avesse la stessa maturità politica e sociale del popolo francese. La Repubblica Napoletana cadde, dopo eroica resistenza, sotto l’armata della Santa Fede o Armata Cristiana e Reale guidata del cardinale Fabrizio Ruffo, vicario generale del Regno, al quale Re Ferdinando IV aveva affidato la riconquista del Regno. Il Ruffo consegnò i rivoluzionari giacobini nelle mani di Maria Carolina e dell’ammiraglio Nelson, quest’ultimo amante di Emma Lyonn, consorte dell’ambasciatore inglese Hamilton.  La tragedia si concluse con processi e le esecuzioni di Francesco Caracciolo, Domenico Grillo, Conforti, Eleonora de Fonseca Pimentel, Luisa Sanfelice ed eminenti rappresentanti dei repubblicani.

 

I MARTIRI DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA DEL 1799 DI TERRA DI LAVORO

Per capire il processo che si dovette affrontare per la ripresa culturale e sociale nel Mezzogiorno dopo il1799, è opportuno ricordare il lavoro di quanti, con il loro sangue, testimoniarono valori e sentimenti  repubblicani. Anche l’antica provincia di Terra di Lavoro ebbe i suoi martiri e patrioti, e pertanto, è giustoche sia onorata la loro memoria20. A tal riguardo il Consiglio Provinciale di Caserta, in occasione del centenario della Repubblica Napoletana del 1799, con Delibera del 14 agosto del 1899 eresse, nell’androne del Palazzo dell’Amministrazione Provinciale, un monumento in onore dei martiri: Battistessa Pasquale, di Caserta (1769-99), ufficiale di artiglieria e ardente ordinatore della Repubblica Napoletana nel Cilento; Melchiorre Maffei di Caserta, patriota, afforcato per le sue idee liberali; Nicola Ricciardi di Caserta (1776-99), patriota, ufficiale dei fucilieri, entusiasta della Repubblica Napoletana; Eleuterio Ruggiero di Caserta, Colonnello di fanteria, patriota di spiriti liberali, che servì con devozione la Repubblica Napoletana; Michele  Natale di Casapulla (1715-99), Vescovo di Vico Equense, patriota liberale, afforcato anch’egli; Leopodo de Renzis di Capua ardente liberale, afforcato; Ercole d’Agnese di Piedimonte d’Alife (1745-99) giurista, letterato e patriota, di idee liberali; Francesco Bagno di Cesa (1744-99), valoroso medico dell’Ospedale degl’Incurabili, condannato alla forca; Domenico Perla di Lusciano (1774-99), patriota, fatto suppliziare dai Borbone perché liberale;Vincenzo d’Ischia di Gaeta, Tenente di fanteria, di spirito liberale; Luigi Vernau, di Ponza, tra i primi a piantare l’albero della libertà nell’isola di Procida e fece parte della nuova municipalità; Clinio Roselli, di Esperia (1752-99), professore d’ingegneria nell’Accademia Militare di Napoli, patriota, durante la Repubblica Napoletana; Vincenzo Russo di Palma Campania (1760-99), avvocato, medico e patriota, di idee liberali, condannato a morte sulla forca, gridando: viva la libertà!

Viva la repubblica!

 COSA AVVENNE A MARCIANISE NEL 1799?

Durante le ricerche sul periodo pre-risorgimentale a Marcianise, spesso mi chiedevo che cosa vi fosse avvenuto nel 1799 e come furono accolte e salutate le idee di libertà, fratellanza e uguaglianza provenienti dalla Francia rivoluzionaria.  Svolgendo delle ricerche, ho trovato presso l’Archivio di Stato di Caserta un fascicolo che si riferiva ad un Processo svolto a carico di un certo Paolo Santoro, che contiene un interessante carteggio riguardante la Repubblica Napoletana a Marcianise.  Sono questi documenti di grande importanza storica che si riferiscono agli eventi ivi avvenuti. Essi consistono in alcune informative spedite alla Regia Camera di Santa Chiara da parte del Primicerio Marc’Antonio Sabalone,  del Padre Guardiano Frà Crescenzo di San Francesco del Convento di Marcianise e quello del Capo Urbano Donato Santoro.

Da queste risposte, apprendiamo gli episodi che caratterizzarono l’entrata dei francesi in Capua; dopo tre giorni si portarono in Marcianise e D. Paolo Santoro continuò a far il «sindico con maniere proprie ed nuorchè e con profusione di danaro liberò questo Paese da straggi e ruine» e «furono nominati altri municipalisti».  Dopo poco tempo, da Capua, fu dimesso il sindaco Santoro e sostituito da D. Tommaso Testa.  Queste informative ci forniscono importanti notizie ed altri documenti, tra i quali troviamo la richiesta di Gaetano Ferraiolo di Caserta, fornitore di pane, che chiede l’estinzione del credito all’Università di arcianise « per aver fornito di pane le truppe dei  francesi nel 1799» e il Chirusico Sig.Michelangelo  Farina che scrive nel 1808 al Sig. Lelio  Parisi, Intendente della Provincia Terra di Lavoro, chiedendo aiuto perché carcerato per tredici mesi nelle orride carceri di Montesarchio durante il 1799.

 L’ALBERO DELLA LIBERTÀ PIANTATO A MARCIANISE

La notizia che a Marcianise fu piantato l’Albero della Libertà l’apprendiamo da una missiva del 1833, indirizzata a Sua Eccellenza Il Ministro Segretario di Stato della Polizia Generale del Regno, a firma di Angelo Santoro Capo Urbano di Marcianise, che scrive «Testa nell’epoca della sedicente repubblica del 1799: conchiuse una sua predica fatta sotto il cosidetto albero della libertà: Cittadini giuro io, giurate voi odio eterno al Tiranno, ed a tutti li Tirannni, ed amore e fedeltà alla madre repubblica».

PER SAPERNE DI PIÙ

Patrioti di Terra di Lavoro del 1799,  Eugenio della Valle, ci offre alcune notizie di microstoria locale in merito ai fatti e personaggi che furono coinvolti nella Repubblica Napoletana del 1799: Santa Maria di Capua: Gabriele Morelli,  Michele della Valle,Crescenzio della Valle, Raffaele Balzo, Pasquale di Gennaro, Gaetano Zaccaria, Alessio del Vecchio e Pasquale Paolella; Curti: Prisco Merola; San Tammaro: Andrea Gravante, Cesare Graziano e Sebastiano Leggiero; Dragroni: Giuseppe Guidi e Domenico Campanelli; Caiazzo: Marocco, di Palma, de Simone, Aldi, Giglio, Sabetti, Carbone, Mastroianni, Savastano, Covelli, di Falco, Bernascone, Sparaco, Ferrari, Berretta, di Vito, Serafini, Acerra, Boncinelli ed altri; Caserta: La Ratta, Borgognoni, Mezzacapo, de Nicola, del Vecchio, Giaquinto, Giannattasio; Vitelli, Sorace, Centolini, Gabriele e Massa .

DOCUMENTI RELATIVI ALLA REPUBBLICA NAPOLETANA A MARCIANISE: Si riportano di seguito le trascrizioni dei documenti d’archivio consultati, al fine di rendere la trattazione più chiara e comprensibile.

Relazione del 23 ottobre 1799 del Primicerio Marcantonio Sabalone24 della Collegiata di S. Michele Arcangelo di Marcianise a Don Michel’Angelo Cianciulli, Caporuota della Reale Camera di S.Chiara, e Delegato di Marcianise :

Ill.mo Sig. S.Ch.mo

In esecuzione dè venerati comandi di V.S. Ill.ma, affinchè S’informassi… quali sieno le persone di questa terra che anno meritata la pubblica opinione, e la di loro condotta, e nel tempo stesso siano le più facoltose ed intelligenti ascrivendone quelli che avessero occupati impiego nella passata anarchia della sedicente Repubblica. Il dovere di vero Vassallo fedele del Re si obbliga di dire la verità a V.S.Ill.ma in tutta la sua distinzione e semplicità essendo giunti li francesi sotto le mura di Capua ed in Cajazzo si ritrovava Sindico D. Paolo Santoro galantuomo facoltoso di somma intelligenza e capacità; mostrò il medesimo un sommo zelo per la Difesa della Patria e per mani del Padre nostro Signore, giacchè si portò in Caserta ad abboccarsi col Generale Comandate, ed in seguito procurando di armare quanti più persone fu possibile ed avendoli provveduti di vittuaglie li diresse verso la scafa di Cajazzo, ed obbligò li venditori di pane vino, ed altri generi a portarsi colà per commodo della Truppa, avendo prima fatto predicare nel cortile della chiesa Ave grazia plena dal fu Canonico e Parroco D.Giuseppe Musone, affinchè tutta si armassero per la Difesa del Re, della Religione e della Patria. Entrati li francesi in Capua dopo tre giorni si portarono in questa Terra, e  seguitando D.Paolo Santoro far da Sindico con maniere proprie ed accorte, e con profusione di danaro liberò questo Paese da straggi e ruine minacciate tenuto l’ordine di questa Municipalità, si radunò il popolo e lo creò per Presidente di Unità con altri municipalisti cioè D. Nicola Gaglione, Parroco D.Matteo de Franciscis, D.Carlo Viciglione, Canonico D. Giuseppe Tartaro, D.Pompilio Fuccia, D.Francesco di Felice, Giovanni di Carluccio e per Segretario D.Tommaso Amoroso, li quali non fecero altro che riportare i continui ordini che dettarono le parti venivano senza mai abusare del di loro poter, ne opprimere alcuno di modo che sono stati sempre stimati, e si stimano per veri Regalisti, attaccati al nostro Sovrano, che il Signor Iddio per sua bontà e misericordia ci fu dato. Dopo poco tempo dal Cantone di Capua fù levata d’impiego la detta municipalità e fu eletto per Municipe D.Tommaso Testa, e per aggiunti Canonico D.Francesco Tartaglione, D.Raffaele Fucci, D.Luigi Messore e D.Angelo Amoroso, li quali non esercitarono mai mentre il solo Municipe Testa disimpegnò tutto da se solo. Per quel che riguarda la Truppa Civica sulle prime furono scelte le persone più da bene giacchè si fece soltanto per guardare e tenere a dovere il Paese; ed io sono sicuro essere tutti regalisti; eletto poi dal popolo per comandante l’anzidetto Testa, disimpegnò la detta Truppa quanto il Comandante li ordinava essendo in seguito giunti ordini da stampa per organizzare detta Truppa ed essendo venuto ben anche un Commissario organizzatore si fece un’aggiunta a detta Truppa dell’istesso e dai sedici fino a sessant’anni furono tutti forzosamente ascritti alla truppa attiva e tutto il rimanente alla contribuente sebbene nulla significarono perché subito si cominciarono a sentire l’insorgenze de Paesi circonvicini a Marcianisi immediamente infrante l’infame albero, si pose la coccarda rossa, e si oppose alle irruzioni de francesi che erano in Capua.  Venute l’armi del Re nostro Signor nel passato Giugno in questo Paese furonsi coverte con acclamazioni di tutto il Popolo, con voci giulive di viva il Re a suono di tutte le campane, con apposizione del SS.Sacramento, Tedeum, e benedizione alle bandiere Regali: i galantuomini tutti fecero a gara di servire alla Truppa e fra tutti si distinse D.Gio:Lonardo Foglia, ed allora fu che D.Paolo Santoro si pigliò la carica di Sindico, e si elesse otto Deputati per servizio di detta Truppa e fra questi D.Domenico Gaglione, e D.Girolamo Tartaglione, i quali girando per tutti li benestanti con belle maniere si fecero contribuire quanto occorreva per mantenimento della Truppa che rimase sodisfattissima, come attestato si ha il Conte Marulli, sicchè tutti i galantuomini, e benistanti  anno mostrato un sommo attaccamento alla Corona e l’amore del vero mi forza di far presente tutto ciò al V.S.Ill.ma, affinchè formi un’idea chiara e sincera di tutto; e non si maravigli per pochissimi soggetti le additarò, che per pura causalità non abbiano occupati impieghi: D.Tiberio Iadicicco Capitano graduato è un galantuomo ricco costumato, e molto attaccato alla corona, D. Donato e D.GioBattista fratelli di Santoro similmente galantuomo ricchi costumati di capacità, e molto attaccati alla corona, D. Vincenzo Letizia, galantuomo ricco costumato e di capacità ed attaccato alla corona, D.Giacomo Gaglione, D.Ignazio Mazzarella, Mag.co Pascale Petruolo, D.Francesco Pisani, D.Girolamo  Viciglione, D.Camillo Foglia, D.Antonio Messore tutti galantuomo benestanti, costumati, ed attaccati alla corona; D.Girolamo Tartaglione galantuomo ricco, costumato, ed onesto, e sebbene fosse ascritto alla Truppa Civica non volle mai esercitare detto impiego; Domenico Gaglione onesto, benistante portato per il bene pubblico ha mostrato sempre attaccamento alla corona e sebbene dal popolo fosse stato eletto per giudice di pace, l’ha fatto con piacere di tutta la popolazione, e senza interesse, e alla venuta delle armi Regali sino alla presa di Capua, a relazione del Conte Marulli fu eletto dal Commissario di Campagna per assessore al Luogotenente D.Tibero Jadicicco; D.Gio Lonardo Foglia galantuomo ricco, costumato, di capacità, ed attaccato moltissimo alla Corona, sebbene foste stato eletto dal popolo per giudice di pace per l’opinione massima, che in questa popolazione, pure non volle mai esercitare tal carica col portarsi sopra della municipalità, e propriamente nel luogo addetto per i Giudici di Pace, contentandosi più presto  a star ritirato nella propria casa, che framischiarsi negli affari pubblici: essendo solportato alla carità versoi poveri.  Questi pochi dunque a forma dei suoi venerati comandi posso per quanto mi conviene, additarli che non anno esercitato impiego nella municipalità, o Truppa Civica, i quali sono commodi, e di abilità, tutti gli altri galantuomini, quantunque avessero forzosamente, e per timore esercitata qualche carica, sono stati, e lo sono fedeli sudditi di Sua Maestà, che Dio guardi, e feliciti, gente da bene, ed attaccati alla Real Corona.

Tanto dunque mi detta il dovere di riferire a V.S.Ill.ma, e in obbedienza sempre de suoi venerati comandi immutabilmente mi riprotesto D.V.S.Ill.ma Marcianisi 23 ottobre 1799. Sig. Don Michel’Angelo Cianciulli Divotissimo ed Umilissimo Servo Caporuota della Reale Camera di S.Chiara, e Delegato di Marcianise.

Marcantonio Primicierio Sabalone.

 

Relazione del 24 ottobre 1799 di Fra Crescenzo di S. Francesco Guardiano del Convento di San Francesco di Marcianise a Don Michel’Angelo Cianciulli, Caporuota della Reale Camera di S.Chiara, e Delegato di Marcianise

Ill.mo Sig. Sig. Princ.Ch.mo

In esecuzione dè venerati comandi, con cui si è degnata onorarmi, con lettera in data dè 18 del corrente 8bre, in cui m’impone di farle noti tutti quelli individui di questa Terra, che non abbiamo preso impiego nel tempo nella sedicente Repubblica, e che al tempo stesso siano facoltosi, intelligenti, ed abbiano eritato la pubblica opinione, le significo, per quanto a me costa, gl’infrascritti:

Il Sig.D.Donato Santoro, e suo fratello D.Giovanni Battista

Il Sig.D.Tiberio Jadicicco Capitano ragguardevole

Il Sig.D.Girolamo Tartaglione=Il Sig.D.Carlo Golino

Il Sig.Notajo D.Ignazio Mazzarella=Il Sig.D.Vincenzo Letizia

D.GirolamoViciglione=D.Giacomo Gaglione

D.Antonio Messore Speziale.

Oltre degli anzidetti vi sono i seguenti, che godono le stesse qualità, ma hanno esercitato qualche officio, chi per poco, e chi per alcuni mesi: e sono:

il Sig.D.Paolo Santoro Presidente della Repubblica, e poi reintegrato nell’Officio di Sindaco, che prima avea  Il Sig.D.Gio:Leonardo Foglia Giudice della Pace per poco tempo. D.Domenico Gaglione Giudice della Pace per poco tempo. Tanto mi occorreva significare a V.S.Ill.ma in adempimento del mio dovere, e per quanto a me è noto con certezza, ed evidenza; e con tutto il più servile ossequio e rispetto mi raff.:

D.V.S.Ill.ma Marcianise 24 8bre 1779 Umilissimo servitore ed obbligatissimo Il Sig.D.Michelangelo Cianciulli,Regio Consigliere Capo della Regia Camera In Napoli

Fra Crescenzo di S. Francesco Guardiano


Relazione e Nota del 24 ottobre 1799 – di Donato Santoro Capo Urbano a Don Michel’Angelo Cianciulli, Caporuota della Reale Camera di S.Chiara, e Delegato di Marcianise

Ill.mo Sig. Sig. Princ.Ch.mo

Con venerato foglio de 18 dell’andante mi comanda V.S.Ill.ma che col maggior attento, e riserba io le faccia un distinto dettaglio delle Persone di questa Terra di Marcianisi e de quali nella passata rivoluzione, abbiano meritata la pubblica opinione, per la tenuta condotta, e siano la più facoltose, ed intelligenti, e mi ha prevenuto dippiù di dovere essere esclusi tutti coloro, che avessero occupato impiego nella sedicente Repubblica. Dopo un maturo scrutinio, che seriamente ho fatto su ciascuno individuo di questa popolazione, trovo che quei, i quali nelle passate novità non siansi framischiati in affari del governo ne abbiano esercitati impieghi, onde si abbiano riscossa la pubblica e serena opinione, e siano medesimamente facultosi, ed intelligenti, possono iscriversi alli seguenti:

Il Dr.Fis.co Don Giuseppe Petruolo sebbene non sia dei più facoltosi vive però col suo e colli lucri, che gli pervengono dalla Professione.

Don Giacomo Gaglione rispetto a costui non debbo omettere per qual peso sarà per far nell’animo di V.S.Ill.ma, che il di lui fratello Don Nicola col quale, convive si stato uno della Municipalità, eletto però dal popolo perché benestante ed intelligente.

Don Girolamo Tartaglione Uomo facultoso ed intelligente, facendo la maggior parte dell’anno domicilio con la Moglie e i figli in detta Capitale. Anche il di Lui fratello Can.don Francesco, che vive separatamente, governò la Municipalità, eletto non già dal Popolo ma dalla Amministrazione dipartimentale del Volturno e vi è dippiù che tre suoi figli furono del Ruolo della Truppa Civica.

Don Angelo Messore Speziale di Medicina benestante, e di qualche intelligenza, e, il di lui fratello Dott. F.co D.Luigi fu anche Municipe scelto dalla detta Dipartimentale Amministrazione e il di Lui figlio Don Giacomo fu del Ruolo della Truppa Civica colla graduazione di Tenente.  Don Carlo Golino Speziale di Medicina. Vi è pure, che il di Lui Fratello Prete, col quale coabita chiamato Don Giuseppe fu Giudice di Pace eletto da coloro ch’allora facevano figura di governare in detta Amministrazione.  Don Francesco Pisano, persona comoda, ma non molto intelligente, ed atta. Don Antonio Messore Speziale di Medicina: li di Lui fratelli

Don Emanuele, Don Tommaso, e Don Nicola, li due primi servirono nella Truppa Civica da Tenenti, ed il terzo da Capitano.  Don Luca di Blasio. Per questi debbo dire di non esser uno dei facultosi, intelligente bensì ma ristrettamente vive del suo.  Don Vincenzo Letizia Uomo facultoso, e di qualche intelligente. Don Tiberio Iadicicco Capitano graduato nei Reali Eserciti di S.M. (D.G.), facultoso, ed intelligente, ed attualmente risiede nella sua casa in Marcianise.  Don Ignazio Mazzarella Regio Notaro. Costui è facultoso ed intelligente.  Signor Giacomo Amoroso persona comoda, addetto all’industria della coltivazione de territori, che qui comunemente si chiama massaro di professione; il di Lui fratello Rafaele servì nella Truppa Civica.  Signor Girolamo Viciglione anche uomo comodo, ma di professione come l’antecedente; il di Lui fratello  per nome Carlo fu Municipe scelto dal popolo, e fu poscia anche un individuo delle Truppa Civica, e coabitante insieme.  Questi sono coloro, che secondo i termini dell’ autorevole commissione datami ho creduto deliberare, e porre sotto il purgatissimo occhio di V.S.Ill.ma colle particolari non rilevanti circostanze, che rispettivamente l’accompagnano. E perché parrebbe a prima vista sembrare strana cosa, che in una vasta popolazione abbondante di molte facoltose famiglie, e gentiluomini, vi siano così molti pochi, che io abbia notati  come scevri da questi impedimenti dimostratimi da V.S.Ill.ma, così per la verità, e per l’integrale discarico  del mio dovere, ho creduto proprio di aggiungere per gli altri da me stimati impediti una distinta nota  per sua intelligenza, e governo e qui compiegata mi dò l’onere di rassegnarla. Si compiaccia tenermi  esercitato con altri suoi sempre, in giustissimi comandi, e baciandole devotamente le mani, con piena stima mi riprotesto.

Di V. S.Ill.ma Marcianise il di 24 8bre 1799 Umilissimo ed obbligatissimo servitore vero

Sig.Don Michel’angelo Ciaciulli Capo Ruota della Reale Camera Di Santa Chiara  Napoli

Donato Santoro Capo Urbano

Nota delle Persone di Marcianise che presero impiego nella sedicente Repubblica compilata da Donato Santoro Nr. D.Paolo Santoro- Cassiere nelle passate vicende assunse, e sostenne l’impiego di Presidente della Municipalità.

D. Domenico Gaglione è stato Giudice della Pace.

Notar D.Francesco Pellegrino fu Capitano, ed indi commorante di esercizio con la divisa della Truppa Civica.

D. Basilio di Fuccia, eletto Municipalista del Popolo, e servì pure alla Truppa Civica da Tenente.

D. Raffaele Fuccia germano fratello del detto D. Basilio esercitò da Municipalista eletto dal Dipartimentale del Volturno.

D. Luigi Messore anche fu Municipalista eletto dalla detta Dipartimentale del Volturno.

D. Nicola, D.Tommaso, e D.Emanuele fratelli Messore, servirono nella Truppa Civica il primo da Capitano,

e li due ultimi da Tenenti.

D. Nicola Gaglione Ufficiale graduato di S.M. (D.G.) fu Municipalista per destinazione del popolo.

D. Francesco di Felice Municipaliste destinato dal popolo.

D. Gio.Lonardo Foglia esercitò da Giudice di Pace dal popolo Eletto.

D. Francesco di Blasio servì nella Truppa Civica da Tenente.

D. Gaetano Stellato servì da Tenente nella Truppa Civica.

D. Angelo Pajotta servì da Tenente nella Truppa Civica.

Mag.co Saverio Novelli servì nella Truppa Civica da Tenente, e fu impiegato da Pro Segretario, e Tesorierenella Municipalità.

Notar D.Tommaso Amoroso, servì nella prima, e seconda Municipalità in qualità di Segretario con provisione marginale.

D. Angelo Amoroso servì nella Municipalità, e nella Truppa Civica da Tenente.

Mag.co Michelangelo Mundo servì nella Truppa Civica da Tenente.

Notar D. Francesco Lasco servì nella Truppa Civica da Capitano.

D. Giuseppe, e D.Giacomo Viciglione servirono nella Truppa Civica da Tenente.

Mag.co Filippo Petruolo, massaro, servì nella Truppa Civica da Tenente.

Mag.co Rafaele di Filippo anche Massaro servì da Tenente.

D. Vincenzo di Fuccia servì da Tenente nella Truppa Civica.

Mag.co Casimiro Fuccia servì da Capoposto nella Truppa Civica.

Mag.co Lodovico Pajotta anche ha servito nella Truppa Civica.

 

FONTI ARCHIVISTICHE: Il Sacerdote Matteo de Franciscis . Nella raccolta degli atti notarili riferiti al 1799 del Notaio Francesco Lasco, ho trovato alcuni documenti che riguardano il  Sacerdote Matteo de Franciscis di Stefano e Alessandra Farro, Parroco di San Giuliano, che ricoprì la carica di Municipalista durante la Repubblica Napoletana. Forse questi documenti notarili dovettero dimostrare a qualche autorità il comportamento di questo sacerdote tenuto durante il periodo della Repubblica Napoletana. Atto notarile:

Il giorno 25 Luglio 1799, si costituiscono alla presenza del Notaio Lasco i sigg. Aniello Patricello, Emanuele Pirozzi, Nicola Scaldarella e Antonio Scaldarella, Marco Valentino, D.Francesco Domenico Amoroso, MarcoAngelo Iuliano, Luigi Iuliano, Suddiacono Tommaso Giuliano, Marco Tartaglione, Francesco Lo Monaco,Gio: Angelo Viciglione, Alessandro Tartaglione, Nicola Valentino, Giacomo Antonio Bonanno, AntonioGionti, Don Marcello Francesco, Paolo Tomaso Petrillo e Giuseppe, riferiscono che durante la celebrazione della messa del 5 maggio del 1799, dopo l’omelia, il Parroco de Franciscis riferì di essere stato dal Mons. D. Domenico Pignatelli, vescovo di Caserta, e che gli  aveva ordinato di infondere la quiete, la calma e la sottomissione; lo stesso Parroco uscendo dalla chiesa diceva ai giovani di avere il riso in bocca e il dolore nel  cuore. Invece un altro atto notarile del 27 Luglio del 1799 i Chierici D. Pietro Foglia, D. Giuseppe Cucci e D. Giacomo Giuliano, riferivano che il Sacerdote de Franciscis era preparato in Filosofia e Matematica, e spesso si soffermava con loro a commentare i fatti Raccolta degli Atti notarili del Notaio Francesco Lasco 1788 -99, Marcianise. Archivio di Stato Caserta.

 Cfr. Donato Musone, Storia Civile di Marcianise pp. 28-36

1 Commenti

  • by Kristian
    Posted 18 Marzo 2021 04:04 0Likes

    Peculiar article, totally what I was looking for.

Aggiungi un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: