Letizia Francesco

Di questo illustre cittadino non si hanno che poche e frammentarie notizie, perché egli non scrisse, né lasciò tangibile traccia di sè, tuttavia dovette essere uomo di grande azione, dotato di alto intelletto.
Fu Tenente Generale dell’Esercito, e visse intorno al 1650; queste notizie si rilevano da due elementi, come appresso dirò.
In un testamento dell’anno 1666, è detto che tal Giovan Leonardo del Murro, nobile e ricco proprietario di Marcianise, prossimo a morire, a seguito di un colpo di fucile sparatogli contro da un assassino, nei pressi del bosco di Airola, istituiva erede dei suoi beni, la germana Giovanna Del Murro, con l’obbligo di maritarsi col consenso e volontà del Sig. Tenente Generale Francesco Letizia.
Il medesimo del Murro donava dieci moggia di territorio alla Casa Santa ed Ospedale dell’Annunziata, con l’obbligo di prelevare annualmente dalle rendite, due maritaggi di ducati 50 ciascuno.
Dalla grande fiducia che riponeva questo probo e ricco cittadino di Marcianise, in cose familiari così dedicate, si può avere un’idea della grande reputazione che ebbe nei suoi tempi il Letizia.
Altro elemento non meno trascurabile si ha nella dedica fatta da Tommaso Foglia, di cui mi sono occupato innanzi, del suo libro di canti, al Generale Letizia, che qui appresso trascrivo:
Al molto Illustre e padrone mio sempre osservantissimo Sig. Francesco Letizia, Tenente Generale di Campo di Sua Mae stà Cattolica, al presente in questo Regno di Napoli; che offre delle doti singolari dell’animo suo sì raro, delle quali dal bel principio del suo vivere l’investì natura, e carco ancora di illustri prerogative e fregi militari, quali d’apprima l’ha meritati, militando per molti lustri, in quasi innumerevoli occasioni di guerra, sotto le insegne ma sempre invitte del nostro Monarca Cattolico, con carichi da giorno in giorno maggiori, coi quali fatto splendere di sua famiglia, stella di nostra patria.
Nel contesto poi, il Foglia esce in queste frasi: tu che hai fugati i nemici delle Austriache corone con generoso core, con braccio possente, con armi ben valorose
.
In un sonetto che fa parte dei canti, il Foglia parlando del Letizia dice: tu del nido di Marte alto campione.
Nel libro del Foglia vi è anche un sonetto acrostico di Domenico Foglia, forse suo fratello, in lode del Generale Letizia, in cui dicesi: Francesco, ai giganteschi tuoi valori, anche i più degni eroi si fan pigmei.
La eloquenza di questi fatti, mette in luce così alta il Generale Letizia, da rendere superflua ogni ulteriore considerazione.

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