Gemma Francesco

Fu insigne Teologo; visse nella fine del XV. e nel principio del XVI secolo; fu letterato stimatissimo e profondo moralista.
Nella Biblioteca Campana vi sono due volumi di buona edizione, pubblicati in quei tempi, che raccolgono tutti i lavori del Gemma, scritti in latino classico. Chi si sofferma per poco a considerare la importanza dei personaggi a cui egli dedicò i suoi libri, potrà facilmente convincersi, ed avere riconferma dei suoi grandi meriti letterarii e del suo indiscusso valore, perché in quei tempi sarebbe stato temerario ardire, dedicare a tali nominativi illustri, libri modesti e non proporzionati e degni della loro rinomanza.
Il primo volume contiene due libri; il primo pubblicato in Napoli nel 1612 e dedicato al Principe Tiberio Carafa di Bisignano, si compone di 150 cantici, con 30 inni ed alcune orazioni di lode al Serafico Francesco D’Assisi; il secondo pubblicato nell’anno successivo, fu dedicato al Pontefice Paolo V, e si compone di egual numero di canti, inni ed orazioni, alla Beatissima Vergine Maria. In esso sono pure inseriti inni ed orazioni a S. Nicola di Bari ed a S. Maria Egiziaca.
Il secondo volume contiene altri due libri, che parimenti furono pubblicati in Napoli nel 1614; il primo dedicato alla Ill.ma Signora Laura D’Aquino, ed all’Ecc.mo Carlo D’Aquino Conte di Martirano e Castellaneto, contiene 150 cantici, 30 inni ed alcune orazioni a S. Francesco di Paola, più un inno ed una orazione a S. Candida Juniore, nobilissima napoletana; il secondo dedicata a D. Pietro Fernandez di Castro Conte di Lemos, e contiene 150 cantici, 30 inni ed alcune orazioni in lode di S. Domenico, fondatore dell’ordine dei predicatori.
In questi due libri Francesco Gemma mostra una vasta cultura in Sacra Teologia; essi recano l’impronta dei più elevati e nobili principii di moralità e di religione; da essi si rileva la sua anima di asceta, perché in una concezione puramente idealistica, attraverso le figure dei santi, a cui dedica gli inni e le laudi, l’autore si propone sopratutto di elogiare la virtù e la morale cristiana.
Egli può definirsi pertanto l’educatore delle anime, in una atmosfera puramente religiosa. La Città nostra, in segno di perenne riconoscimento e ricordo, dedicò al suo nome la via che mena alla Cappella della Misericordia.

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