Fraio Francesco

AUTOBIOGRAFIA di FRAIO FRANCESCO – Ingegnere Navale Meccanico-Fisico – Matematico –  <<Nacque, il 21 marzo 1902 a Marcianise (Caserta).  Fu chiuso il 1°, come orfano nell’ Istituto San Lorenzo di Aversa (Caserta), dove fu mantenuto a spese della Congrega di Carità del suo paese.
Lì imparò l’arte di aggiustatore meccanico e, conseguito il Diploma elementare, volle licenziarsi dal Pio luogo per continuare gli studi privatamente.
Si diede a lavorare, nella vita pubblica, come megli poteva specie nelle officine meccaniche napoletane, per guadagnarsi un tozzo di pane giornaliero e la notte studiava.
Conseguì la licenza della scuola tecnica, e si iscrisse al Fisico-Matematico, dove per potere studiare era necessaria la frequenza: quindi non si poteva più lavorare di giorno e studiare la notte!
Non avendo che fare si decise, il povero e zelante Fraio, di arruolarsi nella ex Regia Guardia di Pubblica Sicurezza, dove da allievo percepiva cinque lire al giorno ed il vitto gratis.
In quei tempi ebbe inizio il fermento politico, e dopo tanti terremoti politici, che il tacerne è bello, rimase solo la ex Regia Guardia in piedi!
Fu così…che la notte tra il 31 dicembre 1922 e del 1°gennaio 1923 fu accerchiata la Caserma della ex Regia Guardia di San francesco di Sales (Napoli).  Il salve chi può dai superiori…e tutto il resto non è altro che silenzio.  Il sottoscritto travestito, riuscì a fuggire nascosto ed ebbe salva la vita.
Riprese gli studi, conseguì il Diploma Fisico-Matematico e si iscrisse al primo anno di Ingegneria Navale e Meccanica.
Lì imparò il motto dei goliardi Libro e moschetto fascista perfetto.
Alle preghiere continue non volle saperne di iscriversi, né nei Goliardi né nella GIL allora fondatesi; gli iscritti in una di queste due fondazioni ottenevano tutto gratis durante la frequenza degli studi universitari.
Il cielo è testimone della miseria della vita universitaria si percorrevano circa settanta chilometri di distanza con la bicicletta, sotto il caldo e sotto il gelo.
Amante dei versi del poeta Parini si lavorava e si studiava, senza bussare la porte di nessuno.
Nel 1929, conseguito il biennio Matematica all’Università, fu ammesso, mediante concorso interno, ad insegnare materie scientifiche nell’Istituto S. Lorenzo che lo aveva ricoverato nella sua adolescenza.
Il 15 maggio 1933, prot. 1894, Il Consiglio Superiore della Prefettura di Napoli (quella di Caserta fu abolita) istituì il dopo-scuola nel S.Lorenzo e nominò professore effettivo Francesco Fraio.
Invece, con lettera del 7 agosto 1933, prot.133, obbligarono lo scrivente di allontanarsi dall’ insegnamento perché fin allora non aveva esibito il certificato della iscrizione nel P.N.F..
Il 28 luglio 1937 non vollero fargli sostenere gli esami di Laurea, perché diventa il presidente della Commissione, professore X, di presentarsi agli esami, almeno con la camicia nera.
Mediante esami interni, il febbraio 1938 fu ammesso come Ingegnere Navale Meccanico egli ex Cantieri Militari di Castellammare di Stabia (Napoli)
Alla fine del maggio 1938 il Cancelliere Hitler fu invitato ad assistere alla grande sfilata navale nel porto di Napoli, le cui cui navi furono allestite nel Cantiere di Castellamare di Stabia: tutto andò benissimo.
Il sottoscritto, dopo otto mesi di servizio nel Cantiere fu costretto a presentare domanda di licenziamento.
Il 12 dicembre 1940, solo e solamente per opera di Dio, lo scrivente fu nominato supplente nella scuola di Avviamento Industriale Statale di Giugliano in Campani.
Il preside era anche segretario politico di Portici di Napoli….il resto Storia racconta!
Francesco Fraio, sin dal mese di maggio 1910, rimasto privo del padre suo, nei tre mesi di vacanza che ogni godeva, si recava in campagna, insieme alle famiglie dei contadini, a lavorare la canapa, per guadagnarsi da vivere.
Egli frequentava la quinta classe elementare (Istituto S. Lorenzo), quando con sorpresa cominciò ad osservare ed a paragonare con meraviglia, come mai una figura (cono) del suo libro di geometria avesse perfettamente la forma della mezza liatura (o covone) che costruiva profanamente insieme agli altri contadini, in campagna sotto il solleone, prima con quattro manipoli e pio altre undici, messe introno alle quattro così la classica liatura di canapa, per sottoporla dopo nelle vasche per la macerazione.
Egli frequentava la quinta classe elementare (Istituto S. Lorenzo),quando con sorpresa cominciò ad osservare ed a paragonare con meraviglia, come mai una figura (cono) del suo libro di geometria avesse perfettamente la forma della mezza liatura (o covone) che costruiva profanamente insieme agli altri contadini, in campagna sotto il solleone, prima con quattro manipoli e pio altre undici, messe introno alle quattro così la classica liatura di canapa, per sottoporla dopo nelle vasche per la macerazione.
Più frequentava gli studi più la somiglianza delle due figure (cioè quella del libro) appariva identica, nello stesso tempo, più cresceva nell’animo dello scrivente, il desiderio, il desiderio, l’amore tormentoso di voler e saper trovare la strada per poter dimostrare nella liatura veramente inesplicabile, la sua impronta geometrica, le impronte di investigazione matematiche.
Follia sperar !!… Solo l’aiuto di Dio, poteva intervenire per poter riuscire, almeno per il momento a dimostrare di essere la liatura, un cono circoscritto ad una piramide quandrongolare retta.
Essa non lascia traccia profonda nella mente del lettore se non l’ecciti a meditare.
Per questo, alla sua non lieve fatica, si è sobbarcato col vido desiderio ed è riuscito a compilare il presente primo libro, frutto delle sue meditazioni, sempre più conforme a quello che è l’ideale per la maggiore lucidità e larghezza di spiegazioni, per simpatizzare l’attenzione del lettore e spianargli facile la via; chi ha amore e luce per confine può dire come  Cacciaguida a Dante:
che, se la voce tua sarà modesta
nel primo gusto, vital nutrimenti
lascerà poi, quando sara digesta.
Felici coloro che non hanno storia.
Non posso dire altro, per il momento, che valga meglio del silenzio. >>

L’Autobiografia è stata fornita da Donato Farro, ulteriore ricerche Donato Musone.

 

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