Foglia Giulio

Nacque a Marcianise nei primi del 1500; fondò il nostro Monte di Pietà, sotto il nome di Maria Madre Misericordia.
Fu un gran filantropo, la sua vita fu mirabile esempio di amore e carità verso il prossimo, riflesso magnifico della sua anima dotata di uno squisito senso di umana beneficenza.
In quei tempi, erano frequenti presso di noi, come in tutte le altre regioni, i così detti «imprestatori» che opprimevano, con scandalosa usura, i lavoratori bisognosi. Avveniva talvolta che questi, per modeste somme che avevano in prestito, pur dando in garenzia i loro oggetti mobili, alla scadenza, se non si trovavano in condizione di pagare, erano vessati senza pietà, gli oggetti si vendevano a prezzi irrisorii e senza alcuna tutela dei loro interessi, ed il più delle volte erano tratti in carcere per debiti.
Contro tal malcostume, si ribellò la intemerata coscienza di uomini dotati di nobili virtù, e sotto il provvido e generoso impulso di tali cavalieri della carità, sorsero in parecchie Città della nostra penisola Istituti di Beneficenza, con lo scopo di agevolare il modesto lavoratore, facilitandogli il piccolo prestito, mercè la modesta garenzia degli oggetti familiari.
Sorsero pertanto: l’Istituto di Perugia nel 1462, di Orvieto nel 1464, di Viterbo nel 1471, di Savona nel 1479, di Mantova nel 1484, di Padova nel 1491, di Pavia nel 1493, di Milano nel 1497, di Napoli nel 1540, ed infine quello di Marcianise nel 1566.
Il nostro Monte di pietà, e la Congrega dei Bianchi della Misericordia, che lo amministra, fu eretto in Ente Morale, con breve del 18 Aprile 1566 dal Pontefice Sisto V.
A quest’opera di bene, Giulio Foglia votò, con serafica comprensione tutta la sua squisita passione, infervorata dalle più sante idealità umane, ed affrontò senza tentennamenti, tutte le non lievi difficoltà, finché non vide realizzato il suo tenace proponimento.
Si racconta che, per le relative pratiche, andò quattro volte a Roma; erano tempi in cui non esistevano mezzi di comunicazione comodi e rapidi, ed ogni viaggio era un vero tormento, perché si doveva stare sacrificati, per due giorni di andata e per due di ritorno, in carrozze postali infelicissime, ed attraversare vie anguste ed insicure, per le quali spesse volte si aveva la sgradita sorpresa di vedersi fermati da predoni e delinquenti pericolosi.
Noncurante del disagio e del pericolo, Giulio Foglia seguì inflessibile le sue direttive; ciò valga a commisurare la squisitezza del gesto di questo signore del sentimento.
Ma la sua opera generosa non si soffermò al solo ascetismo; egli era di famiglia agiata e senza esitazione, donò a beneficio dell’Ente, una cospicua parte del suo patrimonio. Dopo sì perspicuo esempio, fece appello alla pietà cittadina, e siccome riscuoteva grande ammirazione e stima, raccolte copiose oblazioni, e riuscì a costituire il primo fondo della Pia Istituzione, che, in seguito a tanto, ebbe il suggello della legalità.
Oggi, il nostro Monte di Pietà, a seguito di successive elargizioni, ha un patrimonio di circa un milione. Quante famiglie trovano in esso provvido ed opportuno conforto nei momenti di maggiore assillo, mercè la modesta garenzia di pochi oggetti di oro, di biancheria, e talvolta anche di strumenti del mestiere: celatamente si passa l’involto pronunziando un nome, talvolta astratto, e si porta via senza implorare od arrossire, quel gruzzolo, che il più delle volte serve come la manna, a tergere opportunamente la lagrima del terrificante sconforto, nelle ricorrenze più solenni dell’anno.
Purtroppo il tempo, porta via con sè molta parte di quello che non vien consacrato nella documentazione storica, e di questo benefattore, dopo circa 500 anni, parecchi conoscono forse solo il nome, perché la riconoscenza cittadina gli dedicò la strada ove ebbe i natali e visse; tuttavia però, questo monumento di carità cristiana, che è il nostro Monte di Pietà, è testimonianza perenne del suo nome, che va additato alla ammirazione ed alla riconoscenza della nostra Città e di tutte le anime elette.

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