Foglia Felice

Nacque il 24 agosto 1775 da Camillo e Saveria Tartaglione.
Nel 1806 si arruolò volontario nel 2° Reggimento Leggiero, e nello stesso anno prese parte all’assedio di Gaeta, ed alla spedizione in Calabria.
Nel 1808 presso Capri, si meritò la Stella delle Due Sicilie, per atto di valore compiuto presso il Forte di Anacapri, sotto il Comando del Generale Lamorque.
Nel 7 novembre 1809 partì per il Tirolo col grado di Sottotenente, donde fu poi mandato in Spagna, ove fu ferito al femore, nell’azione di Mutarò, e contrasse infermità permanente alla gamba, impronta gloriosa del sangue versato, eroicamente.
In Spagna le Milizie Italiane si coprirono di gloria; ad un banchetto ove sedeva Napoleone I con i Grandi dell’Impero Francese, essendo pervenuta la notizia di una battaglia vinta per il valore e col sangue degli italiani, l’Imperatore esaltò grandemente il merito superbo delle nostre Armi.
In quel rincontro, suo fratello Luigi gli disse: perchè non gradite i voti degli italiani e formate di tutte le Provincie Italiane un solo Regno? a tanto Napoleone rispose: temo di farlo, perchè in tal caso gli italiani potrebbero avere anche la prevalenza sui francesi.
Nel 3 maggio 1814 Felice Foglia fu promosso Capitano, dopo aver pigliato parte alla spedizione di Russia, con gli eserciti di Napoleone, ove salvò da un burrone il compatriota Angelo Quercia, ferito, e gli procurò cure affettuose e fraterne.
Caduto Gioacchino Murat, fu radiato dal novero degli Ufficiali, e gli si attribuì il misero assegno di 13 ducati al mese, pari a L. 54,25. Egli accettò il provvedimento con animo fiero,
ma con gran dolore, non per la parvità della somma, ma perchè la sua costante aspirazione era stata sempre quella delle armi, e fu costretto ad abbandonare la carriera giovanissimo, dopo aver versato il suo sangue sui campi di battaglia, e dopo aver compiuti rilevanti atti di eroismo: colpa dei tempi in cui i regimi si succedevano violentemente l’uno all’altro. Morì in Napoli nel 1830.

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