FRANCESCO PICCOLO : COMMENTO AL TESTO “STORIA CIVILE DI MARCIANISE” DI DONATO MUSONE

Molti sono stati gli autori che finora hanno scritto opere pregevoli su Marcianise, non tutte, però, confortate da severe ricerche ma si è trattato nella maggior parte dei casi di monografie o dissertazioni mirate su determinati argomenti.

Nessuno, infatti, fino a oggi aveva mai pensato di scrivere una vera storia civile di Marcianise, forse perché mancavano nella nostra storia locale fatti di grande portata che hanno avuto influenza ed eco sulla storia nazionale o forse perché la nostra città non ha avuto tra i suoi concittadini uomini di grande valore politico, che si siano affermati in campo nazionale, tranne dovute eccezioni.

Perciò, con quest’opera bisogna riconoscere al suo autore Donato Musone il giusto riconoscimento di essere stato davvero uno “storico” in quanto attraverso accurate “ricerche” ha colmato una lacuna, scrivendo la Storia di Marcianise (I°volume) dagli inizi del settecento (la prima descrizione accertata della nostra città è del 1675, ricavata da una biografia scritta da Padre Domenico Maria Marchese per il Servo di Dio Marco Maffei, nella quale già Marcianise appare come il Casale di Capua più ricco, più fertile e più abitato) fino al 1872, quando fu concesso al Comune il titolo di città.

Però, quando si intraprende a scrivere di storia locale si può cadere facilmente nell’errore molto comune di essere campanilistici, di descrivere i fatti con simpatia, parlandone sempre e comunque bene, travisando o interpretando benevolmente le fonti o usando uno scarso spirito critico.

Finora, infatti, molti scritti di storia locale hanno avuto intento celebrativo o rievocativo, facendo credere a molti lettori l’esistenza di un passato glorioso, popolato di personaggi illustri, che non hanno <<sfondato>>  in campo nazionale per l’ottusità di critici malevoli, che per invidia li hanno segregati in un ristretto ambito locale.

Nulla di tutto questo nel testo di Donato Musone, il quale si è attenuto, nelle sue pazienti e certosine ricerche, a quel rigore di analisi che deve essere la peculiarità del vero storico, facendo parlare innanzitutto i fatti, senza colorirli o deformarli, senza enfasi, senza esagerazioni, senza amplificazioni e senza nostalgia, con un metodo scientifico, che si basa sull’analisi di documenti polverosi, dimenticati e trascurati e non tanto sulla tradizione popolare, che invece tende a deformare la realtà e che, quindi, per essere presa in considerazione, va escussa dalle scorie e deve essere criticamente rivista alla luce delle carte che giacciono nelle Platee, nelle Biblioteche e negli Archivi di stato.

E di documenti Donato Musone ne ha trovati veramente tanti al punto da ricostruire addirittura un periodo storico di quasi due secoli che fino ad oggi era rimasto quasi completamente all’oscuro o nell’ombra.

Molti documenti trovati con lunga, paziente e difficoltosa indagine, sono riprodotti nel testo, per offrirli al lettore nella loro originalità, dalle <<rivele>> (dichiarazione fiscale di ogni capifamiglia) ai Catasti Onciari  (1743 e 1753), ai documenti processuali, alle lettere, agli archivi provinciali, comunali e parrocchiali,alle  platee,agli  atti notarili. Tutti documenti che ci mostrano una Città e una popolazione di Marcianise che è in linea con gli avvenimenti storici regionali e nazionali, a differenza di quanto si poteva credere prima in base a falsi pregiudizi di disinteresse e di isolamento dei nostri antichi concittadini rispetto al resto del paese.

Ne viene fuori quindi una Marcianise che vive e partecipa ai moti della Repubblica Napoletana del ‘99  (da un documento apprendiamo che a Marcianise fu addirittura piantato l’albero della libertà). Qui la storia si fa doviziosa di particolari e ricca di personaggi locali che parteciparono attivamente agli eventi della Repubblica Napoletana del ’99, in opposti schieramenti favorevoli o contrari alla monarchia. A tal proposito, tra l’altro, sono interessantissimi i due catechismi pubblicati rispettivamente dal vescovo Michele Natale e del marcianisano vescovo Pietro Angelo de Felice, dei quali il primo è rivoluzionaro, assertore di un governo democratico, fondato su libere elezioni, nemico di ogni forma di tirannia e di monarchia ereditaria, il secondo (purtroppo) si dimostra un rigido conservatore, devoto al re e alla Monarchia, il cui potere sovrano discende da Dio, con poteri assoluti sui sudditi, i quali devono ciecamente sottostare alla sua volontà. Altro capitolo interessante è il Decennio Francese 1806-1815 quando anche a Marcianise fu istituito il Decurionato (Consiglio Comunale), al quale potevano accedere per elezione i cittadini di un certo censo.  Comincia allora l’ascesa della Borghesia agraria, la quale stringendo accordi e compromessi, si accaparra di tutte le cariche pubbliche ( e i nomi sono sempre gli stessi che domineranno la scena politica fino alla metà del ‘900. In questo periodo Marcianise diventa circondario con un proprio Giudice di Pace.

Interessante a tal proposito la pagina del processo ai Canonici Musone e Pascale, i quali, ubriachi, proclamandosi assertori della monarchia borbonica, commettono insolenze e violenze nella cantina di Michele Zarrillo.

In questo periodo le condizioni della città di 7.000  abitanti sono disperate, come si evince da una lettera inviata da Antonio Tartaglione all’Intendente del Re, riportata nel testo con il titolo <<Marcianise s’ascriva a somma vergogna>>, invitando le autorità reali a vedere di persona la miseria degli abitanti, amministrati da una stessa famiglia, quella dei Messore, che ha occupato con sette suoi membri tutte le leve del potere (uno è cassiere del Comune, uno del Monte dei Pegni, uno delle cappelle, uno è all’ospedale ecc.)

Ancora più drammatica è l’altra lettera <<Grida, Signore, il povero>> inviata da Benedetto Orsi per denunciare lo strapotere di due famiglie, le quali profittano degli introiti del comune, senza alzare un dito per migliorare le condizioni della città. Anche dalle pagine successive viene fuori un quadro desolante di un popolo deluso dalla restaurazione e dal ritorno di Ferdinando IV, con quale continuano a detenere il potere gli stessi di prima (soprattutto Gio Leonardo Foglia), riconfermato sindaco dal 1808 al 1822 su richiesta dei Decurioni e del clero, di cui il principale esponente è il Can. Octaro Foglia.

 E si arriva al Risorgimento, che vede a Marcianise ben due vendite carbonare: La Nuova Alleanza di Giovanni Bellucci e gli Amici dell’Indipendenza di Raffaele Testa (oltre a due logge massoniche Il Delubro di Marte e i Veri Liberali).

Della repressione fu vittima illustre Giosuè Mundo docente universitario di Chimica e farmacia, destituito dall’incarico, come subiranno azione di repressione Federico Quercia, Giuseppe Musone, Giulio Gaglione, Francesco e Camillo Tartaglione. In un primo momento nel 1848 Giuseppe Musone aveva espresso sul giornale <<Eco della Campania>> i loro sentimenti liberali, inneggiando al re che aveva concesso la costituzione.

In particolare Giuseppe Musone in un articolo dal titolo <<Marcianise: fratelli concordia, Concordia non guerra>> condanna le beghe e le trame dei politici e lamenta il fatto che i marcianisani lasciano che il potere vada in mano a forestieri.

Di questa storia risorgimentale locale il principale protagonista è Giulio Gaglione, che nel caffè Natale di via Atella si incontrava con Ferdinando Santoro e Giuseppe Musone e con altri liberali marcianisani, inneggiando a Garibaldi e   creando numerosi proseliti alla causa liberale, finendo per essere arrestato per cospirazione; anzi sappiamo dagli atti del processo che proprio dal balcone di casa Gaglione in Via Atella sventolò nel 1848 il Tricolore che poi fu portato per le strade di Marcianise.

Si arriva quindi all’Unità d’Italia del 1861 (sappiamo  il marcianisano  Benedetto Pelli aveva fatto parte della legione garibaldina del Matese) con i tutti problemi della questione meridionale che a Marcianise sono ancora più accentuati, come l’Insorgenza, di cui il principale esponente fu Agostino D’Ambrosio (ex soldato borbonico), come risulta dagli atti di un processo. Sono poi però numerosissimi i documenti dai quali risulta che le campagne di Marcianise erano infestate dal fenomeno del brigantaggio e come risulta da alcune informative uno sospettato di alimentare il fenomeno  fu il Canonico G.B.Novelli mediante un tal Frà Giovanni e un cantiniere, detto il maceratese.

E dopo i Sindaci Pasquale De Franciscis e Giuseppe Musone (di cui è riportata la bellissima e storica prolusione alla rendicontazione della attività svolta dalla sua amministrazione) con Nicola Gaglione nel 1872 Marcianise (città sede di begli ingegni, come fu definita dal Quercia) ottiene il titolo di Città e la concessione dello Stemma.

Come si vede si tratta di una storia in gran parte sconosciuta, perché finora l’attenzione degli studiosi era rivolta solo ad alcuni personaggi o monumenti o a momenti o fenomeni storici particolari e recenti.

Leggendo questo testo si vanno un pò a recuperare le prime radici della storia del  nostro paese, anche attraverso l’elencazione delle famiglie che lo hanno abitato, nelle quali ritroviamo la nostra genealogia e i nostri antenati. L’Insieme dei fatti e dei documenti, quindi, ci delineano con precisione un popolo con una sua precisa identità intellettuale, morale e culturale e una umanità sofferente, ma laboriosa e ricca di valori.

In appendice al testo troviamo il Progetto Cives, ideato da Donato Musone fin dal 2006, che si propone il nobilissimo scopo sia di far conoscere soprattutto agli alunni la storia locale, senza edulcorazoni, sia di avvicinare gli stessi alunni e tutti i cittadini di Marcianise al governo della città, coinvolgendoli nel funzionamento della macchina comunale anche attraverso una buona conoscenza dello Statuto, per potersi riappropriare dei propri diritti e per rafforzare la coscienza di partecipazione e di responsabilità civica.

E questo nobile intento deve essere anche il nostro se vogliamo che i nostri giovani attraverso la conoscenza del proprio passato si impegnino nella costruzione di un futuro migliore, perché un popolo che non conosce la sua storia non ha futuro.

Un’ultima considerazione deve essere riservata alle illustrazione e alle fotografie che impreziosiscono il testo e che a volte ci stupiscono e ci sorprendono, perché ci documentano fatti e situazioni di un tempo passato che rischiava di cadere nell’oblio.

E dove non è stato possibile reperire foto, ha sopperito con acume e grande arte il nostro Vincenzo Carrino, con bellissime tavole illustrative.

All’Autore, Donato Musone, il nostro sincero augurio che questo testo abbia il suo meritato successo e che soprattutto sia presente in tutte le biblioteche pubbliche e private del territorio e soprattutto delle scuole, perché si potrà rivelare un ottimo strumento di studio del nostro passato storico e della nostra antica civiltà contadina.

[1] Francesco Piccolo (1949) Dirigente Scolastico dell’I.C. Aldo Moro di Marcianise.  Questo commento è stato letto durante la presentazione del libro riservata ai Dirigenti Scolastici di Marcianise  di ogni grado svoltasi presso il Liceo Scientifico di Federico Quercia.

 NOTA INTRODUTTIVA di Ciro Romano[1]   “Storia Civile Di Marcianise”  di Donato Musone

 L’IMPORTANZA, E LA NECESSITÀ, DELL’APPROFONDIMENTO CONOSCITIVO DELLA STORIA LOCALE

 In un mondo ed una società come la nostra, affetta da ‘mondialità’ e globalità, dove tutto è – ormai – pensato in termini ampi e senza confini o con confini sempre più larghi, è molto importante approfondire e divulgare la conoscenza di una storia ‘locale’ ancorata a territori e comunità circoscritte.

Il testo di Donato Musone «Storia Civile di Marcianise» ha proprio lo scopo di divulgare, con semplicità ma con attenzione alle fonti, la storia della comunità di Marcianise dal 1799 sino alla concessione del ti tolo di città avvenuta nel 1872.

Ma cosa s’intende, prima di tutto, per storia locale?

La storia locale è una ricca e non omogenea produzione storiografica, che si distingue consapevolmente dalla storia nazionale: i suoi cultori studiano infatti realtà geografico-amministrative circoscritte (un paese, un villaggio, una provincia ecc.) o singole istituzioni locali (una parrocchia, una fabbrica, una scuola, una sezione di partito ecc.).

La storia locale è praticata spesso in chiave nostalgico-erudita, per costruire e celebrare identità municipali e comunitarie; ma si presenta anche come un’alternativa alla logi ca delle storie nazionali o generali, che non sempre riescono ad assegnare il rilievo necessario alle differenze interne ai singoli paesi o alle modalità diverse in cui si presenta localmente un fenomeno storico di importanza generale. La vasta diffusione e soprattutto la legittimazione scientifica della storia locale hanno avuto  corso in paesi, come la Francia o la Gran Bretagna, dall’identità nazionale forte e storicamente consolidata.

In Italia è stato invece a lungo prevalente il discredito nei confronti delle storie locali, a causa della preoccupazione dominante per le tematiche nazionali in un paese giunto relativamente tardi all’unità.

Il valore delle ricerche locali si misura soprattutto sulla capacità dei loro autori di orientare diversamente la stessa problematica storica: per esempio  la critica della nozione di rivoluzione industriale come fenomeno squisitamente nazionale si affermò grazie allo studio delle aree regionali; altrettanta importanza hanno avuto le ricerche sulle diversità territoriali nello sviluppo economico italiano; studi sulle singole città sono stati fondamentali per differenziare e approfondire la tematica dell’urbanizzazione.

La scala locale, lungi dall’essere limitata all’indagine del luogo in cui si vive, è invece una modalità di ricerca e ricostruzione che appartiene al sapere storico, basti pensare all’importanza delle microstorie e delle ricerche su scala locale nell’elaborazione storiografica contemporanea; lo studio delle storie locali è quindi parte integrante del processo di formazione della cultura storica dei giovani per il suo valore conoscitivo, metodologico e formativo. Il valore conoscitivo dello studio delle storie locali si manifesta con diverse modalità: come conoscenza della mutevole relazione tra uomini e territorio che assegna continuamente significati nuovi al carattere storico del territorio locale, modificando anche l’idea di territorio e di locale;  come conoscenza delle biografie e delle storie delle persone che vi hanno lasciato le loro tracce;  come consapevolezza della dimensione locale delle storie generali e del significato non locale di fenomeni verificatisi in ambienti circoscritti;  come sensibilità alla storia di altri luoghi e dei gruppi umani che, provenendo da questi, si sono inseriti nell’ambiente locale; come sensibilità al presente e alle sue relazioni con i passati del territorio.

Essa è, perciò, una risorsa insostituibile per la formazione delle strutture cognitive indispensabili alla  comprensione delle conoscenze storiche e del concetto di storia come attività conoscitiva e un campo privilegiato per attivare il metodo della ricerca storica. Valorizzando i segni del patrimonio culturale locale come testimonianza e rappresentazione del passato e della presenza in esso di molteplici storie di uomini e di donne, rendendo significativo il legame tra il presente e questi diversi passati, lo studio delle storie locali può: sviluppare atteggiamenti di comprensione delle differenze di storie e identità come ricchezze e risorse delle società umane; migliorare la familiarità col luogo dove si vive, in una fase in cui si assiste a un progressivo spaesamento, contribuendo all’assunzione di responsabilità e cura verso i luoghi e le persone che li abitano; aiutare i cittadini,e i giovani a pensarsi come soggetti di plurime storie e a costruirsi una memoria sociale molteplice;  contribuire alla formazione civica dei futuri cittadini. Le storie locali e la storia generale non sono in concorrenza né tanto meno sono alternative ma adempiono a funzioni complementari e diverse. Il rapporto di dare e avere tra generale e locale non è unilaterale  nel senso che in ogni caso è la storia generale a fondare le condizioni di comprensibilità delle storie locali. Al contrario, le storie locali possono  rivelarsi una introduzione efficace alle generalizzazioni prive di referenti  della storia generale manualistica. Non basta che la dimensione locale sia  assunta in rapporto con il passato del territorio dove esiste la comunità.

Essa può modificare anche la trattazione di temi di storia generale (come  ad es. quelli relativi alla formazione di organismi statali o dei processi di industrializzazione).

Mi sembra che il testo di Musone sia pienamente in linea con questi presupposti. Egli, infatti, pone al lettore che non è solo uno specialista della storia la storia della Comunità di Marcianise in un lasso di tempo molto significativo, 1799-1872. Sono, infatti, gli anni della Rivoluzione Partenopea (1799), di Napoleone, del Decennio Francese a Napoli, della Restaurazione, dei moti liberali (1820-21 e 1848), del Risorgimento e  dell’Unità Nazionale, della stabilizzazione del Regno Unito d’Italia (1871 con Roma capitale).

Dunque meno di un secolo denso di eventi ed è qui l’importanza e l’interesse del libro.

L’autore, lasciando parlare quasi esclusivamente le fonti documentarie, dispiega con linearità e semplicità di linguaggio il modo in cui la comunità di Marcianise ha vissuto questi eventi e come essa si sia, quindi, agganciata alla storia generale. Dunque partire dal territorio di cui possono  acquisire diretta esperienza i nostri giovani, soprattutto i più piccoli, può certamente corrispondere ad  esigenze di carattere formativo e psicologico (dal vicino al lontano, dal familiare all’ignoto, dalla concretezza all’astrazione), sulle quali non si può non convenire in linea di principio. Sul piano metodologico, lo studio della storia locale mette in questione la capacità di operare scelte tematiche mirate e rende indispensabile la preliminare individuazione di fonti adatte e di referenti immediatamente riconoscibili.

Sul piano contenutistico, può favorire in modo importante la conoscenza precisa delle relazioni esistenti tra uomo e territorio e la consapevolezza di come strutture o eventi più generali si riflettano sulle singole comunità.

Le tracce lasciate dal divenire storico, grazie alla possibilità di sperimentarne direttamente la consistenza,consentono anche una più sicura acquisizione di quegli strumenti cartografici e di lettura del territorio che potranno poi essere applicati su scala più ampia e a livello astratto. Sul piano formativo, infine, la storia locale può contribuire in modo importante all’educazione civica, al rispetto per l’ambiente e alla formazione dell’identità. In quest’ultimo senso, una corretta percezione del rapporto tra storia locale, regionale, nazionale, europea e globale può essere considerato determinante per acquisire la coscienza  che l’identità sociale è fatta sì di differenze e di asimmetrie, ma anche e molto spesso di parallelismi e di percorsi condivisi.

Quindi, la dimensione micro può essere utilmente sperimentata come una sorta di apertura originaria in chiave storica: l’apertura permessa dal rapporto più ravvicinato con le cose che ci circondano, il quale tuttavia rinvia immediatamente ad altre esperienze e a dimensioni che ci trascendono e che trascendono il nostro consueto, e ahimè spesso angusto, orizzonte. Proprio questi sono i motivi ispiratori di Musone; educare novi cives. Cioè formare giovani, uomini e donne, consapevoli della loro identità, e non negandola mai, poter affrontare con maturità e discernimento, le sfide che il futuro pone con l’auspicio che la serietà e la maturità politica, unita ad una consapevolezza  identitaria, possano fornire al Futuro cittadini degni di vivere ed amministrare la propria realtà locale, con  la criticità tipica di chi è consapevole del proprio passato e con la determinazione di chi vuole fornire un Futuro migliore tanto alla realtà locale, che a quella generale in cui si è inseriti.

SOMMARIO del volume:

I – IL CONTESTO STORICO DI MARCIANISE NEL ’700

Origini – Territorio – Popolazione – Metodo di governo di Marcianise in epoca borbonica – I Tre Catasti Onciari del territorio di Marcianise – Il Catasto Onciario del Castello d’Ayrola della Terra di Marcianise del Feudo dell’Acerra – Il Catasto dell’Università di Trentola e Loriano – L’Università di Marcianise – Il Catasto Onciario dell’Università della Terra di Marcianise Capoa – Famiglie per Casato che presentarono le Rivele dei Catasti  Onciari di Marcianise – Trentola e Castello Ayrola – Aspetti storici di rilievo.

II – LA REPUBBLICA NAPOLETANA 1799

I pensieri riformisti di Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri prima della Repubblica Napoletana del 1799 – La Repubblica Napoletana del 1799 – I moti rivoluzionari del 1799 in Terra di Lavoro – I Martiri della Repubblica Napoletana del 1799 di Terra di Lavoro – Cosa avvenne a Marcianise nel 1799 – L’Albero della Libertà piantato a Marcianise – Documenti relativi alla Repubblica Napoletana a Marcianise: La Relazione del 23 ottobre del 1799 del Primicerio Marcantonio Sabalone; Relazione del 24 ottobre di Frà Crescenzo Guardiano del Convento di San Francesco di Marcianise; Relazione e Nota del 24 ottobre di Donato Santoro Capo Urbano di Marcianise; Nota delle persone di Marcianise che presero impiego nella sedicente Repubblica – I Catechismi durante e dopo la Repubblica Napoletana del 1799 dei Vescovi Michele Natale da Casapulla e Pietro De Felice da Marcianise.

III – Il DECENNIO FRANCESE – MARCIANISE NEL RIORDINO AMMINISTRATIVO 1806 -1815

Riordinamento amministrativo del Regno di Giuseppe Bonaparte (1806) – Riordinamento Amministrativo di

Gioacchino Murat (1808-1815) – Marcianise Università prima della Legge 8 agosto 1806 nr. 132 – L’Istituzione del Decurionato (Consiglio Comunale) nel riordino Amministrativo del 1806 – L’ascesa della borghesia e dei possidenti con l’istituzione del Decurionato – Dati Demografici del Comune di Marcianise dell’anno 1810 – Marcianise è decretata Circondario – Riordinamento Amministrativo di Ferdinando I (1816) – Trasferimento della residenza della Intendenza da Capua a Caserta – Il processo ai canonici Musone e di Pascale – Grida, signore, il povero di Benedetto Orsi – S’ascrive a somma vergogna di Antonio Tartaglione – Le stagioni governative a Marcianise: Si lusingava la maggior parte degli individui – Carta Topografica di Marcianise 1800(?).

IV – IL RISORGIMENTO

Episodi e documenti -Le vendite carbonare e la Massoneria a Marcianise – Il Parlamento Napoletano del 18481849-I Giornali Risorgimentali di Napoli e Caserta 1848 – L’Eco della Campania Marcianise Fratelli concordia – Il Ritrovo dei liberali a Marcianise: il caffè Natale – Il Tricolore a Marcianise – La Carboneria – La Massoneria – Esposto del Capo Urbano contro il Sindaco Tommaso Testa 1833 – Interventi della Chiesa sulla Salute Pubblica a Marcianise inizio dell’800: sentimenti di carità e di dovere – Le prime nomine dei medici condotti a Marcianise nell’800: grida l’umanità e la ragione – Il 15 maggio 1848 a Santa Maria C.V. – Il Progetto del Camposanto di Marcianise redatto dall’Arch. Antonio Tarsia, 1840 – Bando di appalto dei lavori al Cimitero 1840 – Carta Topografica di Marcianise del 1854.

V – L’UNITÀ D’ITALIA 1861

Carta topografica della Provincia di Terra di Lavoro 1860 – Il Plebiscito in Terra di Lavoro 1860 – La Fine del Regno delle Due Sicilie – Marcianise sede di Mandamento nel 1861 – Marcianise e l’Unità d’Italia – Il Sindaco Pasquale de Franciscis – L’insorgenza e il brigantaggio a Marcianise durante e dopo l’Unità d’Italia – Il Maggiore Giovan Battista Cattabeni a Marcianise il 15 settembre del 1860 – Brigantaggio dal 1861 a Marcianise e suo circondario – Marcianise Casa Novelli – Processo verbale contro Agostino d’Ambrosio 1860 – Notifica degli arresti e fucilazioni a Marcianise per l’insorgenza del 13 settembre 1860- I Sacerdoti Don Pascasio Cerrone e Don Costantino Foglia per lo spirito di liberalismo e la causa dell’italiana indipendenza – Canzonetta contro  Vittorio Emanuele II – L’Unità d’Italia 1861 – Sindaco Giuseppe Musone – Prolusione letta dal Deputato Provinciale Sig. Musone Giuseppe Sindaco del Comune di Marcianise nell’apertura della sessione ordinario del Consiglio Comunale nel 13 ottobre 1864 – Marcianise città ricca, sede di begl’ingegni di Federico Quercia  -Epigrafe di Domenico Musone che era posta di fronte alla Sala d’ingresso del Convento di San Francesco di Marcianise 1868 – Le Circoscrizioni Territoriali dal 1868 al 1896.

VI – MARCIANISE TITOLO DI CITTÀ E ARMA CIVICA

Il Riconoscimento del titolo di Città e della concessione dell’Arma Civica a Marcianise – Il Sindaco Nicola Gaglione – Deliberazione del Consiglio Comunale di Marcianise del 3 maggio 1870 – Relazione del Municipio  per conseguimento del titolo di Città – Descrizione dello Stemma in cui si indica donde sia stato ricavato e  quale significato si creda abbiano le Figure di cui è composto – Stemma Nuovo (proposto) – Stemma concesso  – Relazione della Consulta Araldica – La Città di Marcianise riceve da Re Vittorio Emanuele II la medaglia  commemorativa – L’Opinione del canonico Nicola de Paolis sullo stemma della città di Marcianise – Marcianise e gli studi depaoliani – Elenco dei documenti per la concessione del titolo di Città e Arma civica a Marcianise 1870 – Domanda a Sua Maestà dei Cittadini di Marcianise.

VII – IL PROGETTO CIVES

Amiamo la nostra Storia Civile – Lo Statuto Comunale nelle Scuole – L’importanza dello studio della nostra identità storico-civile – Tabella provvisoria dei Sindaci ed Eletti dal Sec. XV – I Sindaci di Marcianise dal 1799 al 2008 – Il Gonfalone di Marcianise – Conclusione.

Appendice I:  Marcianise, La Romanza Io vi lascio amate sponde di Gaetano Santoro 1836 – Spartito Musicale.

Appendice II:  Tabella dati generali 1870


[1] Ciro Romano, storico all’Università di Napoli Federico II (Cattedra di Storia Moderna) e presso l’Università di Turku in Finlandia (Cattedra di Storia e Cultura Italiana). Laureato con Lode in Storia, Specializzato in Storia delle Istituzioni Politiche, Perfezionato in Storia e Nuove Tecnologie, svolge la propria attività di ricerca nell’ambito della Storia delle Istituzioni Politiche e studia il rapporto tra potere, società ed istituzioni. Ha ricevuto borse di Studio dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dall’Istituto Internazionale di Storia Economica, dall’Università di Arezzo, dall’Università di San Marino nell’ambito dell’attività di ricerca riguardo alla propria materia specifica di studio. È membro dell’ISIS, Istituto Italiano di Scienze Sociali, Ente del Ministero dell’Università e della Ricerca, per il quale è responsabile dei settori di Storia del Risorgimento e di Storia degli Ordini Cavallereschi; è membro del Laboratorio di Storia della Documentazione, ente dell’Università Federico II di Napoli. È autore di numerosi articoli pubblicati su riviste storiche d’ambito accademico; ricopre,attualmente, gli insegnamenti di Storia del Risorgimento e di Storia della letteratura cavalleresca. Allievo presso la Scuola Vaticana di Paleografia Diplomatica ed Archivistica presso lo Stato della Città del Vaticano. È Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, è Cavaliere di Malta ad honorem, Ispettore Nazionale alla Cultura delle Guardie d’Onore al Pantheon; è socio della Società Napoletana di Storia Patria della Società Maltese di Storia Patria dell’Istituto Araldico Romano, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento e di altri prestigiosi Enti.

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