DONATO MUSONE: UN OMAGGIO STORICO CULTURALE A GIUSEPPE CAPOBIANCO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE DEL 25 APRILE. I MARTIRI DIMENTICATI DI MARCIANISE DEL 1943

Giuseppe Capobianco

Questa iniziativa culturale nasce quando Raffaela Cecere mi segnalò l’esistenza di una pubblicazione di Giuseppe Capobianco, in cui era citato il nome di suo nonno Vito Cecere, trucidato dai Tedeschi. Successivamente mi recai da Giovanni, figlio dell’autore che mi fornì   la copia del volume dal titolo: “La Giustizia Negata, L’occupazione nazista in Terra di Lavoro dopo l’8 settembre 1943” di Giuseppe  Capobianco.  Nel leggere attentamente il volumetto, ho trovato importantissime notizie che riguardano  la storia civile della  città di Marcianise, colmando così dei vuoti  di rilevanza storica. In quanto l’autore ci informa che il 5  ottobre 1943, all’indomani della liberazione di Marcianise  <<…alcune migliaia di persone, in parte armate di fucili e pistole,-  scriveva il Tenente dei Carabinieri Antonio Naddeo –   nonché di bombe a mano tedesche, si sono riversate nelle arterie cittadine principali e sulla piazza Municipio esplodendo colpi di arma da fuoco in aria.

I più accessi facinorosi urlavano e cercavano il Commissario prefettizio del Comune Cav. Ciro Parise funzionario della Regia Prefettura di Napoli, allo scopo di sopprimerlo (cfr. Archivio di Stato di Napoli, Gabinetto Prefettura, materiali in fase di catalogazione).  Sul Municipio veniva insediato il “socialista schedata “ (si tratta del massimo esponente del Partito d’Azione, n.d.r.) Saverio Merola, riconosciuto nell’incarico di nuovo Commissario dal Comando Inglese. Ma il 15 gennaio veniva estromesso perché voleva democratizzare la direzione delle Opere Pie e municipalizzare il corpo delle guardie campestri. E’ il Comando alleato a deciderlo su pressione delle forze agrarie locali. Con l’estromissione di Saverio Merola si avvia a Marcianise lo scontro tra conservatori e innovatori che rende instabile la direzione di quel Municipio. Il democristiano Giulio Gaglione, successo a Merola, dura in carica solo due mesi ed è sostituito, a sua volta, il 20 marzo dal Colonnello Salvatore Grillo . Il 24 maggio 1944 viene nominato Sindaco, su proposta del C.L.N. di Napoli l’Avvocato Antonio Grossi di orientamento comunista. Nel luglio 1944 diventa Sindaco l’Avvocato Generoso Iodice, allora democristiano; ma anche questa direzione non regge: si dimettono gli Assessori rappresentati i partiti di sinistra. Così il 15 maggio 1945 viene inviato come Commissario un funzionario di Prefettura: Alberto Fico (Archivio del Municipio di Marcianise, Brogliaccio del Giunta Municipale relativo agli anni 1943-1944-1945)>>.

Questo recupero di conoscenze di storia locale è stato possibile grazie a Giuseppe Capobianco che attraverso le sue appassionate ricerche ci fa conoscere gli orrori che i Tedeschi in quattro mesi di occupazione nazista perpetrarono nella provincia di Caserta, specialmente a Sparanise, Bellona, Caserta, San Prisco, Pignataro Maggiore, Sessa Aurunca, Capua Porta Tifatina, Capua Porta Romana, Santa Maria Capua Vetere , Mignano di Montelungo e Marcianise. In totale le vittime furono  nr.69 donne e 589 uomini per un totale di 658, di cui sei fucilati dai Tedeschi a Marcianise.

Cecere Vito fu Stefano

  1. CECERE Vito, nato a Marcianise 8 aprile 1900, fu Stefano e Tartaglione Maddalena, via De Felice nr.11. Trucidato il 3 ottobre 1943 . Contadino di anni 43. Dal registro delle sepolture anno 1943 fu sepolto nel Cimitero di Marcianise nella Congrega del Crocifisso  loc. 18.
  2. MANDILE Tommaso, nato a Napoli, fu Francesco e Palma Grazia. Trucidato il 4 ottobre 1943, Marittimo di anni 45. Dal registro delle sepolture anno 1943 fu sepolto  nel Cimitero di Marcianise nella zona Inumazioni nr.8 fosso 31.
  3. PICCIRILLO Donato, nato a Marcianise il 16 ottobre 1924, di Donato e Letizia Maddalena, Trucidato il 4 ottobre 1943, Contadino di anni  69. Dal registro delle sepolture anno 1943 fu Sepolto nel Cimitero di Marcianise nella Congrega dell’Agonia di Gesù. Loc. nr. 51 .
  4. SIBONA Gaetano, nato a Marcianise il 24 ottobre 1922, fu Bartolomeo e Ferraro Maria Gaetana, res. in via Luigi Carbone. Trucidato il 3 ottobre 1943, Bracciante di anni 21. Dal registro delle sepolture anno 1943 fu sepolto  nel Cimitero di Marcianise nella zona Inumazioni nr.8, fosso 30.
  5. TARTAGLIONE Giovanni, nato a Marcianise il 20.11.1925, fu Pasquale e Iadicicco Marianna, res. In via Giulio Foglia n.43. Trucidato il 4 ottobre, Bracciante di anni 18. Dal registro delle sepolture anno 1943 fu sepolto  nel Cimitero di Marcianise nella zona Inumazioni nr. 8, fosso 29.
  6. VALLETTA Raffaele, nato a Marcianise, fu Giuseppe, Rammaro. Trucidato il 4 ottobre 1943, di anni 62. Dal registro delle sepolture anno 1943 fu sepolto  nel Cimitero di Marcianise nella zona Inumazioni nr.8, fosso 28.

 

Sulla figura di Giuseppe Capobianco (S.Maria a Vico 1926-Caserta 1994), Angelo Martino, durante la Conferenza  commemorativa svoltasi nel gennaio 2014, affermò  che << è stata una figura di primo piano della vita politica casertana, regionale e nazionale, storico appassionato e grande uomo che sapeva coniugare l’impegno politico al servizio delle classi subalterne meridionali con lo spirito di rilevante solidarietà e fraternità. L’ultimo testo che ci ha donato è stato “ Il recupero della memoria”, studio pionieristico e fondamentale per tutti gli studi e le ricerche successive sulla resistenza e gli eccidi nazisti in Terra di Lavoro. Per Giuseppe Capobianco il lavoro di studioso si inseriva in un deciso impegno per l’emancipazione sociale dei lavoratori in maniera fattiva>>.

Anche la città di Caiazzo ha ricordato Giuseppe Capobianco a vent’anni dalla scomparsa l’8  Ottobre 2014 e  Gianni Cerchia dell’ Università del Molise, ha sottolineato che <<Giuseppe Capobianco era un uomo di estremo rigore personale e politico, schivo e disinteressato fino ai limiti dell’ascetismo. Ricordo con quanta insistenza fu quasi “costretto” a partecipare alla presentazione del suo libro sulle stragi naziste in Terra di Lavoro “La giustizia negata”. L’occupazione nazista in Terra di Lavoro dopo l’8 settembre 1943”, 1990; alla presenza dell’allora presidente della Camera dei Deputati on. Nilde Jotti. Capobianco era casertano, nato a Santa Maria a Vico il 27 giugno del 1926, l’anno delle leggi eccezionali che portavano il fascismo a compiere il salto decisivo verso la dittatura>>.

Pertanto, invito la città di Marcianise e le istituzioni scolastiche della provincia di Caserta ad intraprendere opportune iniziative per fare conoscere la figura e le opere del Capobianco,  in quanto ci permettono di farci apprendere importanti notizie su alcuni periodi storici della nostra Provincia, poco conosciuti,  e certamente, la loro conoscenza contribuirà a formare negli animi dei giovani, il senso della “civitas”.

Inoltre, la città di Marcianise annovera nr. 38 vittime civili per i bombardamenti del 20.8.1943 ad esse l’Amministrazione comunale dedicò una lapide nel cimitero di Marcianise durante gli anni 80.

Concludo citando la vita del prof. Luigi Onorato che fu segnata profondamente dalla cattura dei Tedeschi nel 1943 e condotto in Germania in campo di concentramento, rientrò in Italia il 28 agosto del 1945.  La sua è stata un’esistenza segnata dall’esperienza nei campi di concentramento e dall’episodio drammatico accaduto a Brixia, nel dicembre del 1944: il giovane Luigi fu salvato dal fratello Giovanni che fu fucilato dai nazisti sacrificandosi al suo posto. Liberato l’8 maggio del 45, Onorato ha poi dedicato tutta la sua vita all’impegno antifascista e, appunto, all’insegnamento. Decorato con Croce di Guerra al Merito di Guerra, Medaglia d’oro alla P.I. fu allenatore della Squadra del Marcianise negli anni cinquanta. Questi semplici ricordi, non hanno nessuno pretesa se non far rivivere alcuni ed autentici aspetti significativi dei nostri concittadini che in modo diverso segnano la crescita della nostra città. Il  7 maggio 2010 alle ore 17.30, presso la Scuola elementare Pascoli di Marcianise, al fine di ricordarne la figura e l’ opera, a due anni dalla scomparsa,  fu  collocato in un area della scuola elementare “G. Pascoli” un busto in terracotta che ritrae il maestro Onorato, opera dello scultore Raffaele D’Anna .

Nota. La foto  mi è stata fornita da Francesco Cecere, figlio della vittima Vito Cecere fu Stefano. Egli mi ha fornito anche i  soldi che il padre portava addosso quanto è stato fucilato dai Tedeschi, nei quali sii intravedono  i fori dei proiettili delle mitragliette dei tedeschi.

 

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