I giovani studenti di Marcianise nel 1988 raccontano: l’’8 Maggio « ‘A SCIURIATA » un’antica tradizione di Marcianise.

  l’’8 Maggio « ‘A SCIURIATA »

 Sono i primi giorni del mese di maggio. Marcianise è piena di fervori per la ricorrenza di S. Mi­chele, suo patrono.  Le giovanette, stanche per il lavoro svolto nei cam­pi, aspettano con ansia l’8 maggio, giorno della festa.     Sono, inoltre, curiose di vedere chi di loro avrà ‘a sciuriata, se sarà « a dispetto » o « favore ».

« A dispetto», per lo sdegno dell’innamorato verso la fanciulla che lo ha rifiutato oppure offeso; egli metterà davanti alla casa della giovinetta: ‘sammuci’ e altre erbe puzzolenti, lucertole uccise, serpenti velenosi ecc.

Notai che hanno rogato nella Terra di Marcianise con i rispettivi periodi dal 1506 al 1880.

Anno 1702, Notaio Giacinto Gaglione, Piazza Marcianise. Archivio di Stato di Caserta, Doc.D.Musone DSCN8884.

Anno 1702, Notaio Giacinto Gaglione, Piazza Marcianise. Archivio di Stato di Caserta, Doc.D.Musone DSCN8884.

Butromio Matteo 1506; Messore Giov.Domenico 1544-1575; De Paoli Giov.Giacomo 1560-1563; Petrillo Giovanni 1566-1606; De Murro Leonetto 1588-1598; Jannucci Giovan Vincenzo 1596-1635; Moleti Giuseppe 1604-1639; Montone Ottavio 1605-1635; Peccerella Fabiano 1613-1619; Gionti Giov.Battista 1616-1660; De Marca Giacomo 1633- 1668; Pellegrino Giuseppe 1639 -1678; Moleti Domenico 1640-1677; de Majo Gio.Vincenzo 1648-1671; Gaglione Valerio 1669-1677; Stellato Giulio Cesare 1669-1770; Fucci Antonio 1674-1695; de Majo Giovanni Pietro 1675 -1708; Riccio Pietro 1686-1688; Pellegrino Sebastiano 1690-1726;Gaglione Giacinto 1701-1749; Fucci Gian Lonardo 1703-1742; De Laurentis Anello 1703-1749; de Majo Giovanni Vincenzo 1708-1740; Di Fuccia Francesco 1715-1763; Pellegrino Giuseppe 1729-1769; de Majo Giovanni Pietro 1743-1744; Gaglione Valerio 1750-1757; Lasco Domenico 1757-1777; Mazzarella Ignazio 1769-1796; Santoro Paolo 1770-1797; Pellegrino Francesco 1775-1802; Amoroso Tommaso 1778-1801 e Lasco Francesco 1781-1880.

 Cfr. Donato Musone, Storia Civile di Marcianise, Ed.2010,  pag.21.

Marcianise fu per tutto il Medioevo e l’Età moderna Casale di Capua di Salvatore Marino

Fu per tutto il Medioevo e l’Età moderna casale di Capua.

Nelle fonti viene definita anche villa, terra o locus. Nel 1809 Murat la eresse a capoluogo di  circondario, attribuendole una funzione che fu successivamente confermata da Ferdinando IV. Nel 1872 ottenne da Vittorio Emanuele II il titolo di città e un proprio stemma. L’etimologia del toponimo sarebbe latina secondo alcuni (Granata, Giustiniani, De Paulis), secondo altri non anteriore al secolo XI (Iannelli).

Latina VERSIO EPISTOLE Ugo Foscolo, quam in honestiorem conditionem Sepulcra vindicaturus ad Hippolitum Pyndemonte, Dedit – Domenico Musone,1880.

Frontespizio opuscolo della versione di Domenico Musone 1880.

Frontespizio opuscolo della versione di Domenico Musone 1880.

Domenico Cantore Musone

Delegato Scolastico di Marcianise

 LATINA VERSIO EPISTOLE

U.Foscolo

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Vitae et studiorum dell’Humanista Domenico MUSONE

1888 firma  domenico musone

Domenico Musone        

 Delegato Scolastico del Comune di Marcianise  dopo l’Unità d’Italia 

Primicerio della Collegiata di Marcianise

Professore nel Liceo  Arcivescovile di Capua

1811    il 19 Agosto, nasce Domenico Musone, primogenito di numerosi figli di Agostino e di Rosa Moretta;.  Il nonno Domenico svolgeva il mestiere di  ferracavalli e/o maniscalco. il Casato Musone ex Vassalli di Castellairola si stabilirono nella Terra di Marcianise nel Sec.XIV.

Due scritti di Federico Quercia su Domenico Musone.

Poesia di Federico Quercia

1) Documento

Foggia, 31 Marzo 1892

 Mio carissimo professore,

 La dolorosa notizia della morte di quel chiarissimo uomo di tuo fratello, Canonico Primicerio Domenico, mi ha profondamente colpito. Ecco trapassa­ta un’altra di quelle splendide nature che l’età presente potrà con ammirazione ricordare, ma di cui non rivedrà più l’immagine viva.

Nella ricorrenza del primo centenario della morte del latinista primicerio Domenico Musone (1892-1992) il Can. Teol. Prof. Antonio Di Majo così lo ricorda

Adulescens tredecim annorum, summo amore ad catholicas scholas incensus, totum studiorum curriculum exegit in seminario metropolitano Capuae sito. Erat omnibus affabilis ingenii docilitate cum magna bonitate coniuncta, animus litterarum studio rebusque divinis praecipue intentus. 

OMAGGIO a Nicola De Paulis, cultore di storia patria, di Donato Musone.

Dal Libro Nicola de Paulis "Cenni Storici della CIttà di Marcianise e dei suoi figli Illustri" Parte Seconda,.47, Omaggio aI Can.Rett. Paolo Tartaglione, Doc. Donato Musone 2012
 
Frontespizio del libro di  Nicola De Paulis, Cenni Storici della Città di Marcianise e dei suoi figli Illustri, 1937 a cura del Municipio di Marcianise, Doc. Donato Musone, 2012.
Frontespizio del libro di Nicola De Paulis, Cenni Storici della Città di Marcianise e dei suoi figli Illustri, 1937 a cura del Municipio di Marcianise, Doc. Donato Musone, 2012.

Nicola De Paulis (Avvocato), (1890-1971), Cultore di Storia Patria. Scrisse nel 1937 un importante e pregiato libro dal titolo “Cenni Storici della Città di Marcianise e dei suoi figli illustri“.Per tale opera ancora oggi  Nicola De Paolis merita il plauso incondizionato e la viva riconoscenza dei cittadini di Marcianise. Nella prima 1^Edizione del libro“Cenni Storici della Città di Marcianise e dei suoi figli illustri” pubblicata a cura del Municipio di Marcianise nel 1937, la seconda parte del libro è dedicato ai  “Figli Illustri di Marcianise” e Nicola De Paulis in primis rende omaggio  al Canonico Prof. Paolo Tartaglione (Marcianise 1817-1893), in quanto già aveva iniziato a scrivere le biografie degli Uomini Illustri di Marcianise che furono depositate alla Mostra Didattica Provinciale nel 1878 con menzione da parte dell’ onorevole Giury della Esposizione;

Un’eredità culturale di ANDREA GALANTUOMO: Prima manifestazione Interscolastica “CITTA DI MARCIANISE”- 1988. A cura di Donato Musone.

 

Ins. Andrea Galantuomo (Marcianise 1937-2008), Consigliere Comunale e Assessore. Foto Famiglia Galantuomo.Coll.D.Musone, 2012

Ins. Andrea Galantuomo (Marcianise 1937-2008), Consigliere Comunale e Assessore. Foto Famiglia Galantuomo.Coll.D.Musone, 2012

 Andrea Galantuomo, (Marcianise 1937-2008), Insegnante, Consigliere Comunale dal 1981- 1993, varie volte nominato Assessore del Comune di Marcianise, fu un  accorto, sensibile e gagliardo amministratore attraverso il quale con inedite iniziative ci ha lasciato una indelebile  testimonianza del  suo  profondo amor patrio verso la comunità marcianisana .Tra le sue molteplici  iniziative, un  ricordo particolare merita il volume pubblicato a cura di Andrea Galantuomo, Assessore alla P.I. dal titolo “Prima Manifestazione interscolastica Città di Marcianise”, Raccolta di Poesie e Prose, 1988 di pp.206, che riporta numerosi componimenti svolti da alunni,  scolari e studenti delle scuole di Marcianise; oggi questi scritti si rivelano  importanti “gocce”  di conoscenze  di storia locale ed ambientale e la raccolta, nell’intento del suo promotore, anticipa quel raccordo tra scuole e territorio che è uno dei princìpi fondamentali della scuola moderna.

Collana Risvegli Culturali, Presenta il volume monografico di Luca Palermo “Raffaele Uccella. Scultore. 1884-1920.”

Collana Risvegli Culturali,  Presenta Mercoledì 23 Maggio 2012 ore 10,30 presso Aula Magna del Liceo Classico-Scientifico “Federico Quercia” di Marcianise il volume monografico di Luca Palermo “Raffaele Uccella. Scultore. 1884-1920.

Interverranno Prof. Diamante Marotta Dirigente Scolastico Liceo “F. Quercia”, Donato Musone  Direttore della Collana Editoriale Risvegli Culturali  e l’autore Dott. Luca Palermo Dottorando di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università degli Studi di Napoli.

 Raffaele Uccella, Scultore,  nato a S.Maria C.V. nel 1884 e morto nel 1920., L’arte di Raffaele Uccella, meriterebbe rinnovata attenzione affinché il pubblico possa accorgersi dello spessore insito nell’opera di questo esponente del tardo simbolismo europeo intriso di umori spiritualisti ed aspirazioni totalizzanti che abbracciano più arti (critica, musica, teatro, architettura) e più interessi culturali (letteratura, poesia, politica e impegno sociale) di cui la scultura è stata miracolosamente il perno. dalla prefazione al volume della prof.ssa Gaia Salvatori, seconda Università degli Studi di Napoli […] Comunicato

Luca Palermo: Pur partendo dalla tradizione scultorea campana (di artisti come Vincenzo Gemito ed Achille d’Orsi) Raffaele Uccella, da subito, avverte il bisogno di aggiornarsi sugli sviluppi artistici extra-regionali ed europei.
Nonostante l’importanza di Raffaele Uccella nel panorama artistico e culturale della Campania e della nostra penisola nel periodo in cui visse, dopo la sua morte non gli è stata tributata, da parte di storici e critici, né tantomeno da parte di curatori di mostre, la giusta attenzione.
L’anno successivo alla sua scomparsa, il 3 aprile 1921, alcune sue opere furono esposte in occasione della mostra dei Grigio – Verdi, svoltasi a Napoli, alla quale la rivista Cimento dedicò ampio spazio (riportando anche fotografie di opere dello scultore sammaritano) nel numero del 1 gennaio 1922.
A tenere vivo il ricordo di Raffaele Uccella, ha provato anche il poeta ed amico Elpidio Jenco organizzando, tra il 1956 e il 1957, due retrospettive a lui dedicate presso il teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere. La stampa e i mass-media sembrarono sensibili all’evento ed articoli a riguardo comparvero sulle pagine de La Gazzetta Aversana, de La Diana e del Roma. Della retrospettiva del 1956 non si interessò solo la carta stampata. Un piccolo spazio fu dedicato alla mostra anche dal programma televisivo Colpi d’Obiettivo diretto da Sandro Parravicini per conto dell’Istituto Luce (durante le mie ricerche sono riuscito a recuperarne il video). Il filmato riprende il momento dell’inaugurazione dell’evento e la personalità e le capacità artistiche di Raffaele Uccella sono accostate alla grandezza stilistica di Medardo Rosso. Nel filmato sono visibili parte delle opere esposte, tra cui alcuni lavori oggi andati dispersi o in collezioni private di cui si è persa ogni traccia: Inno alla vita, Champagne nuziale, Il Bacio, Rudimenti, L’Alpinista, Ragazza con la nocca, La Vanitosa e Riccioli d’oro.
Dopo la retrospettiva del 1957, il giovane scultore sammaritano ha vissuto un lungo periodo di oblio. Un primo recupero critico e storiografico fu tentato, intorno agli anni Settanta da Paolo Ricci, Ferdinando Bologna, Enrico Crispolti, Lea Vergine e Raffaello Causa. Quest’ultimo in particolare, nell’articolo apparso sulle pagine de La Palestra, resosi conto dell’ingiusto oblio in cui era caduta la figura di Raffaele Uccella, parlò di un “difficile riscatto” che lo scultore sammaritano avrebbe meritato al fine di guadagnare il suo giusto posto nella storia dell’arte italiana.
Paolo Ricci, nel 1976, recuperò ed espose alcuni lavori di Uccella presso la Mostra d’Oltremare in occasione della mostra Arti decorative a Napoli dall’età ubertina al tempo del liberty.
Dopo questa occasione si dovette aspettare ben dieci anni prima che la scultura di Raffaele Uccella tornasse agli onori della cronaca grazie alla mostra, curata da Maria Antonietta Picone Petrusa In Margine. Artisti napoletani fra tradizione e opposizione. 1909 – 1923. Tuttavia, spentisi i riflettori dell’evento, ancora una volta, le opere dello scultore di Santa Maria Capua Vetere tornarono ad essere messe da parte.
Fu solo molti anni dopo che Gaia Salvatori (già membro del comitato scientifico e collaboratrice per la curatela per la mostra del 1986) tornò a far luce sulle opere di Raffaele Uccella in occasione di un volume sulla storia del Museo campano di Capua nel quale, ad oggi, è conservato il nucleo più consistente delle sue opere.
Un’occasione, a mio parere, persa per tornare a riflettere su questa figura dai poliedrici interessi, è stata la mostra Eccellenze a Napoli a tutto tondo. Da Amendola a Tizzano. Scultori tra Otto e Novecento, curata nel 2011 da Diego Esposito. In tale occasione non fu esposta alcun’opera dello scultore sammaritano, limitandosi alla pubblicazione in catalogo di una piccola foto dell’opera La vanitosa. In questa occasione, tuttavia, furono presentate opere del suo maestro Achille d’Orsi, di Vincenzo Gemito, di Saverio Gatto, di Giovanni Tizzano e di altri scultori che vissero e lavorarono, più o meno, negli stessi anni in cui, con grandi sforzi, Raffaele Uccella cercava di ritagliarsi uno spazio nel panorama artistico italiano.
Questa monografia vuole, quindi, ridare lustro alla figura dello scultore sammaritano, affinchè diventi occasione di una più ampia considerazione delle vicende artistiche di Terra di Lavoro, troppo spesso relegata ai margini rispetto al capoluogo campano ed altri centri italiani, ma nel quale vissero e lasciarono tracce del loro passaggio artisti come il compositore Martucci, lo scultore Jerace, il poeta Jenco e personalità del calibro di Sossio Gigliofiorito, Giulio Marone etc.
Luca Palermo

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